Tag

, , , , , , , , ,

caputmundi1

L’Editoriale Cosmo sta per compiere 5 anni e oggi possiamo affermare con sicurezza che la sua nascita è stato uno degli eventi più significativi avvenuti nel fumetto italiano negli ultimi tempi. Si tratta, infatti, della migliore alternativa da edicola alla Bonelli, con un’impronta squisitamente popolare che forse l’ha fatta un po’ trascurare dai vari siti di informazione e critica, ma che ha conquistato un gran numero di lettori. I punti fermi e forti della Cosmo sono semplici e forse scontati, ma sono quelli che le consentono adesso di investire seriamente su contenuti originali, dopo anni di recuperi e ristampe: prezzi bassi, distribuzione capillare, generi collaudatissimi e comunque fumetti di buona fattura, privilegiando sempre il classico e famigliare formato “quaderno” all’italiana.

Finora l’unico personaggio protagonista di avventure inedite era stato il cinico e sanguinario vampiro Pietro Battaglia, quindi sembra del tutto naturale che il suo background costituisca le fondamenta dell’annunciato Universo Cosmo, cioè storie ambientate nello stesso mondo fittizio alla maniera dei fumetti americani.
A ben vedere, oltre al formato, c’è ben poco di classico nel primo numero di “Caput mundi”, la miniserie d’esordio dell’Universo Cosmo: il livello di sceneggiatura, disegni e cura editoriale è molto buono come nella migliore tradizione bonelliana, ma ci fermiamo qui. La storia, infatti, è ambientata nella Roma di oggi, quindi c’è un doppio salto mortale che consente ai personaggi di muoversi nel presente e in un contesto riconoscibile, cosa che nessun eroe del fumetto popolare italiano ha mai fatto, salvo pochissime eccezioni. E presente non significa soltanto che nei dialoghi c’è il dialetto e che nessuno utilizza il “voi”, significa anche che la storia è figlia di un ambito ben preciso, quello raccontato dalla cronaca con le vicende di Mafia Capitale e da film e serie TV ispirati alla malavita romana. L’elemento peculiare aggiunto in “Caput mundi” è quello fantastico, perché ad un certo punto una normale storia di lotte fra bande si trasforma in un incubo sovrannaturale, in cui le metafore diventano reali. Se Pietro Battaglia è l’agente oscuro e acherontico della storia segreta d’Italia, i lupi di Roma sono creature sudicie, fameliche e inumane che vogliono letteralmente finire di spolpare la città.
Anche la costruzione delle tavole si distacca abbastanza nettamente dalla tradizione, e infatti la classica gabbia a sei vignette è quasi sempre risistemata a favore di soluzioni più dinamiche. Inseguimenti, sparatorie e scontri fisici sono stati disegnati e montati con grande attenzione al movimento e gusto per i colpi di scena, e anche i dialoghi sono molto asciutti e serrati. Assenti didascalie e spiegoni, e forse per tutta questa modernità bisogna ringraziare anche la giovane età del gruppo di autori capitanati da Recchioni, considerando che il più vecchio è nato nel 1987.

A un certo punto della storia, uno dei mandanti di Battaglia dice che “Viviamo tempi interessanti, ed è in questi periodi della storia che Roma si popola di meraviglie e di mostri”. Prendiamola pure come una metafora del fumetto italiano, perché “Caput mundi” rientra senz’altro fra le cose più interessanti di questo periodo magmatico. Per sapere con certezza se diventerà una meraviglia bisognerà aspettare il sesto e ultimo numero della miniserie, ma confesso di nutrire molta fiducia.

Alessio Bilotta

CAPUT MUNDI #1
CITTÀ DI LUPI
(Almanacco Cosmo #18)
Editoriale Cosmo | 144 pagg. b/n | € 5,00
Soggetto di
Michele Monteleone | Roberto Recchioni | Dario Sicchio
Revisione testi di
Roberto Recchioni
Sceneggiatura di
Michele Monteleone | Dario Sicchio
Disegni di
Pietrantonio Bruno
Copertina di
Marco Mastrazzo

Reperibilità:
edicole, supermercati e fumetterie
il numero 2 è annunciato per il 19 ottobre

Annunci