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Preistoria vs. Futuro

 

C’è stato un tempo in cui i fumetti popolari italiani erano tutti così, come parodiato in questa fulminante sequenza del mai troppo lodato Nirvana di Pagani e Caluri (#2, gennaio 2012, Panini Comics): didascalici e pedanti, con i disegni che erano poco più di un’appendice ai verbosissimi testi. O forse, era solo l’impressione che di questi fumetti avevano quelli come me, che li seguivano poco.

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Qualunque sia la verità, ora le cose sono cambiate, e dopo l’innesco provocato 4 anni fa dal primo numero di Orfani, le novità sono state sempre più esplosive. Proprio Bonelli, infatti, cioè il principale attore tacciato di conservatorismo, ha dato alle stampe un fumetto modernissimo e dal taglio internazionale come Monolith di Recchioni, Uzzeo e LRNZ, il cui soggetto è alla base anche di un riuscito film co-prodotto dallo stesso editore milanese. Sperimentazione, assunzione di rischi enormi, concessione di assoluta libertà creativa: concetti che fino a poco tempo fa potevano appartenere forse a entità indipendenti e che invece oggi sono il vessillo dell’editore di Tex. Non è straordinario tutto questo?
A dirla tutta, i veri conservatori sono probabilmente alcuni lettori e commentatori che, magari struggendosi nel ricordo della loro gioventù lontana, non hanno capito il fumetto e nemmeno il film. Il segno mostruoso e accecante di LRNZ ha, in effetti, ben poco di tradizionale, e non solo per il magistrale uso dei volumi e della luce, che è forse l’aspetto più evidente, quanto per una organizzazione delle vignette così efficace che la narrazione non ha quasi bisogno delle parole. Un risultato eccezionale, a mio avviso, ma alcune persone si sono lamentate del tempo di lettura troppo breve, come se questo indicatore fosse uguale per tutti o, peggio, come se fosse un parametro assoluto di qualità. Al di là del fatto che si può stare anche mezz’ora ad ammirare una singola tavola di LRNZ, misurare un fumetto in funzione della quantità di testo mi pare una cosa scorretta, grigia e decisamente demodé.
Liberatevi dunque anche voi dal complesso di inferiorità verso la letteratura, scrivere un fumetto quasi senza testi è un’operazione molto difficile e leggerlo/guardarlo può essere un’esperienza esaltante, come in questo caso.

Alessio Bilotta

Risorse web:

Monolith – Primo tempo sul sito ufficiale Bonelli
Monolith – Secondo tempo sul sito ufficiale Bonelli
Bella intervista di ScreenWeek TV a Roberto Recchioni
Riflessioni fondamentali di LRNZ

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