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Zanardi_Cover

A quasi 29 anni esatti dalla sua morte, Andrea Pazienza viene finalmente pubblicato negli Stati Uniti con un libro edito dalla raffinata Fantagraphics di Seattle, che raccoglie tutto il ciclo di Zanardi. Aspettavo con grande curiosità quest’edizione, e ora che ho finalmente letto e analizzato il volume, posso soltanto confermare l’assoluta grandezza dell’autore pugliese, nonostante tutto. Scrivo così perché questo adattamento non è privo di difetti, alcuni dei quali avrebbero potuto essere evitati con una supervisione più attenta.
Sappiamo infatti che tutti gli elementi delle storie di Pazienza sono legati imprescindibilmente fra loro, perché tutti contribuiscono alla narrazione. Se l’autore sceglie di ingrossare o deformare il tratto del lettering, lo fa anche per completare la composizione della tavola, e se utilizza parole dialettali, gergali o addirittura inventate, è perché quello è il linguaggio dell’ambiente in cui è vissuto. Sono questi, credo, i motivi che hanno rallentato la traduzione di Pazienza all’estero, gli stessi che rendono complicatissimo adattare oltralpe un altro gigante come Jacovitti.
Ci volevano persone eccezionali, quindi, per realizzare una degna edizione americana, e se il lavoro del traduttore è stato buono, a dispetto del Risiko e dei pelapatate, quello del letterista mi ha francamente deluso, così come la brutta resa di stampa di alcune tavole a colori.
Nonostante tutto ciò, come scrivevo all’inizio, l’energia disperata e ribollente di questi fumetti è rimasta intatta, tanto che persino un ragazzo americano nato in questo secolo, ne sono sicuro, potrà riuscire a percepirne la forza e la bellezza.

Alessio Bilotta

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