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Rischio spoiler: basso

Toh, chi si rivede. La gloriosa testata Splatter ricompare in edicola dopo 26 anni, sopravvissuta all’ormai celeberrima interrogazione parlamentare del 1990 e allo sfortunato tentativo di resuscitarla del 2013. L’albo (144 pagg. b/n, 5€) propone 13 storie tratte sia dalla serie classica che da quella più recente, garantendo così un livello di qualità, orrore e divertimento davvero elevato. Come suggerito nell’introduzione da Paolo Di Orazio, anima di entrambe le precedenti incarnazioni della rivista, la declinazione orrorifica che ispira quasi tutte le storie è quella del “body horror”, che comprende cannibalismo, mutilazioni e degenerazioni corporee di varia natura. A distanza di molti anni, sembra ancora più naturale leggere quella tendenza come una reazione alla dittatura dell’apparenza e della perfezione fisica iniziata negli anni ’80 e probabilmente ancora in corso, anche se con modalità diverse.
Le storie, tutte illustrate senza lesinare in particolari cruenti, non sempre si appoggiano su spiegazioni di tipo etico o sociale, e sono proprio quelle senza troppe “giustificazioni” a turbare di più, com’è giusto che sia.
Molto interessanti anche gli episodi ambientati nel nostro presente, che sembrano quelli più folli di tutti, forse perché le ossessioni che sperimentiamo ogni giorno sono estreme e assurde già per conto proprio.
L’Editoriale Cosmo prosegue con questa pubblicazione la sua meritoria opera di recupero di fumetti degli anni ’90, e personalmente mi auguro che riesca a infondere nuova linfa anche a questo titolo, come già fatto con Battaglia, una delle mie letture preferite in assoluto degli ultimi anni.

Alessio Bilotta

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