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È in edicola da mercoledì scorso il #1 di Alias Comics, una nuova rivista abbinata al quotidiano il manifesto che uscirà per 4 numeri con cadenza mensile. Il formato e la carta sono gli stessi del quotidiano, le pagine sono 32, il prezzo è di 3€ e l’ambiziosa tiratura di 36.000 copie. La copertina è affidata al gusto “pop-apocalittico” di Stefano Zattera, e la ritroviamo anche all’interno in dimensione raddoppiata, pronta per essere appesa come poster.

Come annunciato nel #0 distribuito la scorsa settimana, l’intento della rivista è quello di “reinterpretare i generi”, pubblicando sia storie appositamente progettate per Alias Comics, sia ripresentando una selezione di fumetti provenienti dalla scena indipendente italiana.
Questo primo numero è idealmente diviso in due parti, separate dall’intervista di Andrea Voglino al reporter Federico Mastrogiovanni.
La prima parte è appannaggio di autori più noti e popolari, con il nuovo Bravado scritto da Diego Cajelli e Andrea Voglino e disegnato da Gianluca Maconi e con il ritorno di Stella Rossa di Onofrio Catacchio, serie già apparsa in numerose incarnazioni a partire dagli anni ’90.
La seconda metà della rivista lascia spazio alla giovane Ariel Vittori, che gli amici di Slowcomix dovrebbero conoscere bene, e a Mabel Morri, della quale viene riproposto un fumetto apparso originariamente nel 2005.
Tutte le storie, tranne l’ultima di Morri che si svolge nel 1990, sono ambientate in futuri prossimi e abbastanza oscuri, declinati di volta in volta con toni grotteschi, classici o ispirati dalla realtà virtuale. Il nuovo personaggio di Cajelli/Voglino/Maconi sembra per ora l’idea più originale e bizzarra, trattandosi di un pensionato milanese del 2025 ex paninaro che si dedica alle peggiori nefandezze, compiute sempre con smaccata nonchalance. Quel tipo di personaggio indubbiamente odioso ma che riesce a ispirare lo stesso una specie di imbarazzante simpatia.
Non mi soffermo sulla storia di Ariel per il timore di non essere obiettivo, limitandomi a farle i complimenti per questo nuovo e importantissimo traguardo, a conferma di una carriera destinata a diventare sempre più luminosa. Siamo ogni volta più orgogliosi di essere stati i primi a pubblicare un graphic novel di Ariel, e siamo anche molto contenti che un pezzettino di Slowcomix sia presente in questa nuova proposta editoriale.

vittori

A dispetto di una veste grafica che forse non rende giustizia alla colorazione e della foliazione un po’ risicata, Alias Comics ha l’importantissimo merito di portare in edicola un contenitore di fumetti con approcci stilistici e narrativi molto diversi fra loro, mescolando “mainstream” e “indie”, giovani leve e autori affermati, avventura e quotidiano, superando idealmente molte di quelle frontiere che sono il tema di questo numero.
Assolutamente da sostenere e da seguire con passione e curiosità, magari nella speranza che la corsa continui anche dopo il quarto numero.

Alessio Bilotta

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