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Fra acciacchi, malanni di stagione, scadenze e fastidiose operazioni di recupero crediti, negli ultimi tempi è stato complicato riuscire a concentrarsi per scrivere qualcosa. Lo faccio adesso perché la settimana appena trascorsa è stata ricca di soddisfazioni per Slowcomix, come testimoniano due belle recensioni a “Talete” di Davide Zannoni e ancora a “Little Waiting” di Ariel Vittori, che continua a raccogliere consensi.
Zannoni, reduce da una presentazione di due giorni presso la fumetteria pratese Mondi Paralleli, ha convinto anche Lorenzo Barberis, collaboratore de Lo Spazio Bianco e uno dei critici più competenti e colti del panorama italiano. Potete leggere l’interessante analisi qui, sul suo blog personale.
La nuova recensione di “Little Waiting” è invece apparsa sul sito specializzato Comicus grazie a Giorgio Parma, che ho avuto il piacere di conoscere a Lucca. L’articolo di Parma è anch’esso molto completo e approfondito, e trovo che l’autore sia riuscito a cogliere tutti gli aspetti più importanti del lavoro di Ariel. Trovate il pezzo a questo link.
Ringrazio quindi di vero cuore, a nome di tutta la nostra associazione, Lorenzo e Giorgio per l’attenzione con cui ci seguono, le loro parole ci spingono a continuare su questa strada per fare ancora meglio.

Ampliando lo sguardo, la notizia più importante per il fumetto italiano dell’ultima settimana è stata senz’altro l’addio di Igort a Coconino, l’etichetta editoriale che aveva creato nel 2000.

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Da sempre un “avanguardista”, anche 18 anni fa Igort ci aveva visto giusto, intuendo che il fenomeno dei graphic novel sarebbe stata la novità più interessante degli anni a venire. La Coconino fu la prima a pubblicare con continuità romanzi grafici di grandissima qualità, imponendo uno stile raffinato che divenne subito immediatamente riconoscibile, grazie anche ad un’attenzione rigorosa verso i contenuti ed il segno che purtroppo non ha lasciato molti eredi. Possiamo affermare, senza tema di smentita, che l’attuale panorama fumettistico italiano sia così ricco e stimolante grazie soprattutto al lavoro di Igort, che dobbiamo solo ringraziare, anche per aver lanciato o riscoperto un sacco di autori straordinari. Oltre a Gipi, non posso dimenticare Manuele Fior, Davide Reviati, Marco Corona, Sebastiano Vilella, Marco Galli, Ausonia, Paolo Bacilieri, Tiziano Angri e Sergio Ponchione, mentre fra gli stranieri una menzione è d’obbligo per David B., Manu Larcenet, Daniel Clowes, Baru, Bastien Vivès e Suehiro Maruo. Non me ne vogliate se ho tralasciato nomi di assoluto valore, ma la mia è soltanto una lista di quelli che ho amato di più, e a voler essere rigorosi si dovrebbero elencare tutti, nessuno escluso. Compreso ovviamente lo stesso Igort.
Fate un giro sul catalogo della Coconino, anche scegliendo un titolo a caso difficilmente rimarrete delusi.
Mentre già si sprecano le congetture sui “veri” motivi dell’abbandono e si prova a ipotizzare il futuro della casa editrice, io mi sento soltanto di salutare Igort con riconoscenza, augurandomi di vederlo presto sia come autore di un altro capolavoro sia, perché no, al timone di una nuova avventura editoriale.

Alessio Bilotta

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