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In genere non parlo volentieri dei lavori di persone che conosco, ma nel caso di “Guido Rossa” del caro amico Nazareno Giusti faccio tranquillamente un’eccezione, perché apprezzai per la prima volta questo libro nel 2011, quando ancora non avevo incontrato l’autore.
Era pubblicato da una piccola etichetta indipendente, quindi con una distribuzione difficoltosa e limitata, e ciononostante le copie andarono esaurite in breve tempo.
Quella uscita la settimana scorsa per l’editrice romana Round Robin (qui tutti i dettagli) non è però una semplice ristampa, perché Giusti ha ridisegnato quasi tutto il libro, arricchendolo di un interessante apparato documentale che aiuta a collocare storicamente la vicenda dell’operaio Guido Rossa, sindacalista e comunista militante, ucciso dalle Brigate Rosse nel 1979.
È un libro che, nel panorama italiano, rappresenta quasi un’eccezione, perché pur ricadendo nella nutrita categoria delle biografie disegnate, non racconta di personaggi popolari o alla moda, ma si concentra su una figura che anche le cronache ufficiali fanno fatica a ricordare. Del resto l’autore ha sempre nutrito un grande interesse per gli uomini capaci di uscire dalle omologazioni grazie alla coerenza e alla dignità, come dimostrano i libri su Giovanni Palatucci, Giovanni Guareschi (“Non muoio neanche se mi ammazzano”, 2 volumi usciti per Hazard) e Antonio Ligabue (“Il ruggito”, sempre per Hazard), oltre ai lavori pubblicati su La Lettura del Corriere della Sera.
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Può darsi che Giusti subisca il fascino di questi personaggi perché lui stesso è un fumettista fuori dagli schemi, considerando che non ha frequentato alcuna scuola di comics e che non afferisce a nessun gruppo o conventicola di “addetti ai lavori”. È un indipendente autentico, che anziché strizzare l’occhio ai tuttologi di Facebook per raccogliere effimeri consensi, ha scelto una strada difficile e ambiziosa, perché le sue tavole si avvicinano alla pittura e al cinema piuttosto che ai fumetti come sono intesi di solito.
La storia di Guido Rossa raccontata da Giusti è la testimonianza livida e dolorosa di un’epoca vicina ma che sembra essere stata cancellata dalla memoria di tanti, per cui cercate questo libro e viaggiate indietro nel tempo, è sempre il modo migliore per comprendere il presente.

Alessio Bilotta

P.S.: nel 2011 ebbi l’opportunità di scrivere la prefazione del libro, in quello che è stato il mio primo testo pubblicato su carta. Sono quindi particolarmente legato a questo fumetto e molto grato a Nazareno, che ha avuto la bontà di conservare le mie considerazioni anche nella nuova edizione.

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