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Anche Bertolaso muore alla fine del film.

Può una persona che non è un ultrà di Guerre Stellari (e che non ha mai visto neppure un episodio della seconda trilogia) scrivere una recensione equilibrata di Rogue One?
La risposta è “boh!”, o anche “…’sti cazzi!”, per cui ecco alcune considerazioni ricche di spoiler, con un grazie a Roberto Recchioni al quale ho rubato l’idea di questo incipit (qui la sua recensione entusiasta per Screenweek).

Di questo film mi sento di salvare soltanto due cose: la supersexy Felicity Jones, purtroppo sempre coperta da tristi tutone militari, e la performance di Donnie Yen, ampiamente celebrata da quei giusti de I 400 calci (qui). Non essendo un supernerd della saga, infatti, non mi sono bagnato per l’apparizione di 3 minuti scarsi di Darth Vader, che tra l’altro aveva anche una voce per nulla terrificante.

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Puoi scaricarla e stamparla.

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Quelli a cui il film è piaciuto si sono beati della insolita crudezza di alcune sequenze (un sacco di cadaveri, è vero) e hanno sottolineato che la seconda parte è un ottimo esempio di war-movie fantastico. Ok, ve lo concedo, ma per me è troppo poco, soprattutto se confrontato con roba tipo Starship Troopers, vera apoteosi del militarismo spaziale. A me è sembrato solo un tentativo di replicare velocemente il successo planetario di Episodio VII, senza neppure impegnarsi troppo nella scrittura. I personaggi, infatti, sono appena abbozzati e con poca personalità, tanto che non ho empatizzato con nessuno di loro, a parte il droide K-2SO, che ho odiato fin da subito. Mi dicono anzi che il povero Gigante di Ferro sta piangendo lacrime di olio motore.
Per fortuna alla fine muoiono tutti, e quindi non dovremo vederli mai più. Ad essere precisi, sopravvive un personaggio interpretato da un attore morto 22 anni fa, e nell’ultima inquadratura vediamo anche una Carrie Fisher ventenne, o forse un suo clone digitale. Ma che importa? Gli zombi e gli avatar vanno un sacco di moda, quindi ok.
Mi dicono che questo episodio, che si colloca appena prima del quarto, risolve alcuni buchi di continuity (che culo!), però il fatto che i nostri eroi abbiano rubato i piani della Morte Nera conservati su un hard disk grosso come un mangianastri è sembrato normale a tutti. Forse l’Impero usa i floppy da 8 pollici, e comunque fra i ribelli non c’è neppure uno straccio di hacker.

harddisk
Chiudo con una confessione: prima dell’intervallo per i popcorn mi sono addormentato, e non credo la colpa fosse soltanto della temperatura tropicale del cinema.

Ora vado a rivedere I Guardiani della Galassia, speriamo lo facciano anche quelli della Lucasfilm.

Michael Wotruba

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