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La caratteristica principale dell’ARF! di Roma è quella di essere un festival dedicato solo ed esclusivamente al fumetto, senza alcuno spazio per games, cinema, serie TV e cosplayer (ma c’era un torneo di Bruti, il gioco di carte ideato e disegnato da Gipi).
Ci sono stato sabato, anche se solo per poche ore, e l’impressione generale è stata buona, soprattutto perché traspariva chiaramente la grande passione degli organizzatori e perché c’era un bel clima, conviviale e decisamente vivibile. Per capirsi, persino la fila per le dediche della superstar Sio aveva dimensioni umane.

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Molto fitto e goloso il programma di conferenze, seminari e laboratori, e davvero bella la mostra dedicata a Pratt, al netto di qualche refuso nelle didascalie.
Erano presenti quasi tutti i maggiori editori italiani e anche nell’area dedicata alle autoproduzioni c’erano diverse realtà interessanti, sebbene in pochi, fra pro e indie, presentassero delle novità.
Nel breve periodo in cui ho gironzolato per gli stand non c’è stata grande affluenza di pubblico, forse anche a causa del gran caldo, ma come sempre saranno le cifre ufficiali di biglietti staccati e copie vendute a dare un’indicazione sul successo della manifestazione.

Fra gli aspetti da migliorare citerei senz’altro la location, perché gli spazi che un tempo ospitavano il Macello comunale non hanno perso del tutto il loro alone mortifero, complici anche la scarsa illuminazione e la permanenza dei ganci e delle vasche per le carcasse degli animali.
Ho avuto una vaga impressione, infine, che la manifestazione scontasse una sorta di peccato originale, cioè quello di essere un festival fatto da addetti ai lavori per altri addetti ai lavori, ma se così fosse, non sarà difficile rendere la prossima edizione più appetibile anche per un pubblico meno informato dei fatti.

Alessio Bilotta

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