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Nella settimana conclusasi con il mio compleanno sono usciti alcuni fumetti davvero interessanti. Sarà un caso? Io non credo. Ricordati di cliccare sui titoli se vuoi altre informazioni e non dimenticare di seguirci anche su Facebook, Twitter e Instagram. I commenti non sono vietati.

Un albo
DYLAN DOG #356 – LA MACCHINA UMANA
di Alessandro Bilotta e Fabrizio De Tommaso (Sergio Bonelli Editore | 3,20 €)
Gli orrori più spaventosi non hanno sempre bisogno di metafore splatter piene di mostri per inquietarci a dovere, perché a volte basta osservare il mondo in cui viviamo da un’altra prospettiva. Quella che sceglie lo sceneggiatore Alessandro Bilotta è ben suggerita dalla copertina di Angelo Stano, una visione dall’alto di un labirinto senza vie d’uscita che in realtà è soltanto l’ufficio di una grande azienda.
I temi della disumanizzazione degli impiegati e degli individui trasformati in consumatori senza volontà non sono certo nuovi, ma l’angoscia e l’impotenza trasmessi dalla storia sono reali, e sarà molto difficile non identificarsi nei protagonisti. In particolare, colpisce la capacità di Bilotta di evidenziare la mostruosità di certi comportamenti che consideriamo “normali” attraverso i dialoghi, qualità che lo conferma fra gli sceneggiatori più bravi e interessanti del panorama attuale, come sa chi ha letto anche il suo ultimo lavoro per Le Storie e in vista della prossima e graditissima ristampa di Valter Buio. Davvero belli i disegni di Fabrizio De Tommaso, l’originale copertinista di Morgan Lost, abilissimo a giocare con neri e tratteggi grazie ad un segno sensuale e intensamente espressivo che ricorda molto Schiele.
Non perdere l’occasione di osservare il mondo che ti circonda con gli occhiali di Essi vivono, Bilotta e De Tommaso li hanno indossati per noi.
Voto: 9

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Una storia
PKDD – TIMECRIME (prima puntata)
di Francesco Artibani e Paolo Mottura (Topolino #3153 | Panini Comics | 2,50 €)
Lo confesso vergognandomene un po’, ma con Paperinik ero rimasto alle storie degli anni ’80 mentre Double Duck non sapevo neppure chi fosse. Mi sono quindi avvicinato con molta circospezione a questo originale team-up fra i due alter ego avventurosi di Paperino, avendo il timore di non comprendere bene la trama e di non capire tutti i riferimenti. Fortunatamente mi sbagliavo, perché la storia scritta da Francesco Artibani si può leggere agevolmente anche da neofiti, nonostante l’ingarbugliato intreccio fatto di doppelgänger e paradossi temporali. È capitato quello avevo sperimentato da bambino con i personaggi Marvel: la complessità di quell’universo narrativo, anziché rappresentare un ostacolo, ne rivelava la ricchezza, spingendomi ad approfondirne la conoscenza. Non potrò quindi fare a meno di provare a recuperare anche altre avventure di PK e DD, nella convinzione che siano avvincenti, brillanti e ben disegnate come questa, dove il connubio fra la freschezza delle storie disneyane e la grandeur delle saghe supereroistiche funziona alla perfezione. In attesa della conclusione della storia, la cui seconda ed ultima parte sarà in edicola domani, mi auguro che arrivi presto anche una ristampa in volume di grande formato per rendere giustizia all’ottimo lavoro del disegnatore Paolo Mottura e del colorista Max Monteduro.
Voto: 8

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Una serie televisiva
KISEIJU – L’OSPITE INDESIDERATO regia di Kenichi Shimizu
Un buon prodotto di intrattenimento dovrebbe utilizzare le peculiarità del genere narrativo scelto per stimolare considerazioni su argomenti di più ampia portata, nel difficile tentativo di fare accendere il cervello anche divertendosi. È il caso di questa serie di 24 episodi disponibile gratuitamente su VVVVID e di recente produzione, benché sia tratta da un manga conclusosi in patria nel lontano 1995 e che da noi ha avuto una vita editoriale piuttosto travagliata (ora la serie completa è disponibile in 8 volumetti grazie alla RW Edizioni).
La comparsa sulla Terra di misteriosi parassiti che entrano nel corpo degli esseri umani per prenderne il controllo è lo spunto per sviluppare una trama dalle forti tinte horror, ma è anche un pretesto per far riflettere lo spettatore sul ruolo dell’uomo nell’ambiente e sulla percezione inevitabilmente soggettiva della realtà. Se da una parte assistiamo con grande partecipazione alle tragiche vicissitudini di Shinichi, un liceale che vive in simbiosi con il suo parassita Migi, riuscito a impossessarsi solo della mano destra del ragazzo, dall’altra rimaniamo affascinati dalla filosofia pragmatica e spietata di questi mostri. Ci ricordano, infatti, che ogni essere vivente obbedisce solo al proprio istinto, mentre il desiderio di convivenza pacifica fra le varie creature è un’ingenua illusione antropocentrica, perché gli equilibri su cui si regge la Natura sono garantiti dal sangue. Interessante anche il design di Migi, alieno e stranissimo eppure concepito così bene da indurre tenerezza anziché repulsione. Peccato solo che i disegni siano poco originali e non troppo curati, un soggetto così ben scritto avrebbe meritato una resa visuale più coinvolgente.
Voto: 8,5

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Alessio Bilotta

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