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vlcsnap-2016-04-11-20h52m51s208Se ci fosse LVI i treni arriverebbero in orario e forse i fumetti sarebbero illegali.

Ma LVI, per fortuna, non c’è più. I treni fanno un po’ quel che gli pare e i fumetti sono legali. Di LVI oggi c’è rimasto solo il suo fan club di nostalgici (che poi, quando c’era LVI, loro non c’erano mica) che non perde occasione per sfoggiare la sua violenza e, soprattutto, la sua ignoranza.

Questa volta a farne le spese sono stati i ragazzi che lavoravano allo stand della Shockdom all’ultima edizione del Romics.

A far “salire il nazismo” a quelli di Casapound è stata la scelta della casa editrice di pubblicare Qvando c’era Lvi, un’opera satirica scritta da Daniele Fabbri, disegnata da Stefano Antonucci e colorata da Mario Perrotta che immagina il Duce (proprio LVI) alle prese con i nostri tempi e sempre a caccia di consensi sui social.

Sarà stata la copertina che ritrae LVI a testa in giù o l’idea stessa di vedere il loro idolo protagonista di qualcosa di culturalmente incomprensibile per i loro standard, a far partire la spedizione punitiva (armata di telecamera e Coca-Cola) verso i ragazzi dello stand. Il piano dei piccoli balilla era di versare il bicchiere di Cola sui fumetti nel tentativo di rovinare tutte le copie del Necronomicon di Fabbri e Antonucci rendendole così invendibili.

Ma qualcosa dev’essere andato storto, forse il treno non è arrivato in orario e i nostri eroici patrioti sono arrivati quando tutte le 500 copie erano state vendute. Quindi si son limitati a vendicarsi sui fumetti rimasti, che nulla avevano a che vedere con LVI, versandoci sopra la bibita, buttando altri fumetti per terra e poi andando via, come si fa quando a 10 anni si suona ad un citofono e si scappa via.

L’artefice del raid è Davide Di Stefano, fratello di Simone, candidato sindaco di Roma per Casapound, che mostra trionfante sulla sua pagina Facebook il video dell’incursione a suo dire “scherzosa”, ma sono davvero pochi i commenti a suo favore. La maggior parte infatti, oltre a sottolineare il gesto infantile, critica aspramente l’operato del camerata Di Stefano.

La Shockdom, tramite una nota/comunicato stampa dalla sua pagina ufficiale, afferma di aver ricevuto danni dai 500 ai 1.000 € e che denuncerà l’episodio alle autorità competenti. Moltissimi i messaggi di solidarietà alla casa editrice anche da parte di addetti ai lavori e giornalisti.
Fabbri e Antonucci hanno da poco rilasciato un comunicato ufficiale sulla loro pagina Facebook (questa) e stanno raccogliendo le adesioni di tutti coloro i quali condividono il loro pensiero. Il fumetto, intanto, sarà in tutte le edicole a partire da venerdì.

Anna

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