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La settimana appena trascorsa si è conclusa con una brutta notizia, la scomparsa del maestro Gallieno Ferri, creatore grafico di Zagor nonché disegnatore di migliaia di tavole e autore record di tutte le copertine della serie, dal 1961 ad oggi. Aver ideato quello che, con ogni probabilità, è il personaggio più iconico del fumetto italiano dovrebbe bastare a dare una misura della sua grandezza, ma se questo non fosse sufficiente, vi invito a leggere i numerosi messaggi scritti da colleghi e semplici appassionati. Tutti, nessuno escluso, sono ricchi di ammirazione e affetto sinceri, e tutti ricordano la forza delle emozioni genuine suscitate dalle sue storie. Un autentico gigante, paragonabile solo a pochissimi altri personaggi del fumetto internazionale. Ciao Gallieno, le tue storie rimarranno per sempre.

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Gallieno Ferri a Istanbul nel 2010

Torniamo ora alle letture consigliate, e ricordatevi di cliccare sopra i titoli se volete informazioni in più.

Un libro
THE CORNER di Lorenzo Palloni e Andrea Settimo (Rizzoli Lizard, 20 €)
A oltre un anno e mezzo dalla sua pubblicazione in Francia, esce anche nel nostro Paese questo interessante lavoro realizzato da una coppia di autori giovani, bravi e italianissimi. Perché sia trascorso tutto questo tempo, perché i mangiarane lo abbiano stampato per primi e perché la Rizzoli abbia avuto bisogno di un traduttore, rimangono per ora quesiti senza risposta.
La vicenda, ambientata in America negli anni ’20, intreccia nel sangue le tematiche dell’immigrazione italiana a quelle dei movimenti anarchici, con la mafia e l’FBI sullo sfondo. Al netto di alcune esagerazioni fantastoriche, la trama risulta godibile e appassionante, soprattutto grazie al protagonista, un pessimo soggetto, violento e idealista, che abbatte ferocemente tutti i suoi numerosi nemici in nome della rivoluzione e della famiglia. Il segno primitivo di Settimo, che trasfigura i volti ed esaspera le emozioni, risulta perfettamente funzionale al racconto, con diverse soluzioni piuttosto suggestive. Lo aspettiamo con curiosità alla prossima prova.
Voto: 7,5

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Un albo
DYLAN DOG #355 di Paola Barbato e Paolo Martinello (Sergio Bonelli Editore, 3,20 €)
La copertina “glowing in the dark” stile anni ’90, nella sua ingenuità un po’ kitsch, fa quasi da contraltare ad una storia oscura e spaventosa, a quanto pare ispirata a Paola Barbato da una falsa leggenda digitale. Stavolta Dylan Dog si trova ad affrontare un essere terribile che infesta i sogni delle persone, ma che come tutti i migliori mostri svolge in realtà una precisa funzione morale. Persi nel vortice di sequenze inquietanti e autenticamente splatter, ci dimentichiamo che i riferimenti alla contemporaneità sono quasi tutti spariti di nuovo, perché l’unica cosa che ci interessa è addentrarci nei lati più sgradevoli e nascosti della psiche dei protagonisti. Si ha la sensazione che anche Paolo Martinello abbia fatto questo percorso, perché il suo pennino sembra intinto in una pozzanghera oscena di organi in decomposizione, tanto sono disturbanti alcune vignette. Gli perdoniamo volentieri alcune incertezze nei volti e nelle espressioni, forse inevitabili in prove così lunghe e impegnative.
Voto: 7

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Una fiera
COLLEZIONANDO (Lucca, 2-3 aprile)
Se dessimo retta a Pornhub, gli uomini maturi sarebbero la cosa che eccita di più le donne italiane. Non so se gli organizzatori di Collezionando lo sapessero, però è certo che questa fiera fosse rivolta soprattutto ad un pubblico di “veterani”.
Le caratteristiche, infatti, erano le medesime che aveva sua sorella maggiore (Lucca Comics&Games, ça va sans dire) all’inizio degli anni ’90: niente giochi e niente cosplayer, ma solo fumetti, perlopiù d’antiquariato, con pochissimi editori presenti. C’era un grandissimo ospite internazionale (l’ottantottenne e indistruttibile Sydney Jordan), ma a giudicare dal colpo d’occhio del sabato pomeriggio l’affluenza non è stata straordinaria. Comodissimo arrivare in auto sul posto (l’ex stabilimento Bertolli), mentre dalla stazione mi dicono ci fosse una navetta; insufficiente la fornitura del bar, in compenso c’era un grande parcheggio a un prezzo ragionevole, e anche il prezzo del biglietto d’ingresso era contenuto (5 €).
La fiera appena nata ha già una sua identità precisa, e se sarà difficile attirare un pubblico non specializzato, sarà anche molto probabile che il mondo dei collezionisti la elegga presto a manifestazione di riferimento.

Alessio Bilotta

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