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deadpool

Doveva essere un film divertente, sfrontato e a suo modo originale, almeno se confrontato con i numerosi “cinecomic” che l’hanno preceduto, e invece si è rivelato un prodotto mediocre, dalla trama banale e senza neppure un’idea di cinema che fosse minimamente originale. Il volenteroso protagonista, Ryan Reynolds, gigioneggia e ammicca compiaciuto per quasi due ore, e sembra credere davvero nel personaggio, tanto che accetta di non mostrare il suo bel faccione per buona parte del film, perché quando a coprirlo non c’è la maschera rossa, ci pensa un make-up degno della peggior Troma a brutalizzarne i lineamenti. Rispetto ai suoi colleghi in costume dice un sacco di parolacce, fa battute a sfondo sessuale e gli scontri di cui è protagonista non sono affatto incruenti come da tradizione, somigliando invece a gioiose orge di sangue, perché Deadpool, e questo è forse lo scarto più importante, non si fa alcuno scrupolo ad uccidere sadicamente i suoi nemici. Per concludere, la sua ragazza non è la fragile e canonica “damsel in distress” abbarbicata ai gioielli dell’eroe, ma una tigre del sesso armata di strap-on, con la quale ripassare l’intero kamasutra e oltre. Questa esuberanza tutta sex & violence, sciorinata perché sì, senza alcuna declinazione drammatica, è in effetti abbastanza insolita, ma a ben vedere la storia rimane la classica avventura romantica all’americana, con lui che conquista lei, poi la perde perché si perde e infine la riconquista, ritrovando se stesso e l’amore.

nerdsStavolta la lobby di nerd che governa l’industria dell’entertainment ci ha voluto dimostrare che pure loro, se vogliono, sanno come si fa a uccidere e a scopare, ma sempre prendendosi molto sul serio, nonostante il tono apparentemente scanzonato del film. È evidente, infatti, come anche Deadpool sia in realtà un “fan service” all’ennesima potenza, perché, al netto delle battutine à la Eddie Murphy, comprensibili anche da un pubblico non specializzato, tutto il resto è solo un gioco infinito e stucchevole di citazioni e rimandi agli universi fumettistici e cinematografici che si sono moltiplicati e sovrapposti nel corso degli anni.

Non è un caso, forse, neppure la scelta del protagonista, collezionista di flop al botteghino e di ex fidanzate più famose di lui: non importa quanto sei sfigato e fuori posto, l’importante è fare un bel cosplay.

Alessio Bilotta

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