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Sono abbastanza vecchio da ricordarmi gli album di figurine degli anni ’80, quelli con le immagini costituite da fotogrammi rubati ai cartoni animati giapponesi, che proprio allora stavano vivendo la la loro prima stagione di grande popolarità. Credo che anche Claudio Acciari, autore di Meka Chan e mio coetaneo, si ricordi molto bene di quel periodo lontano, perché questo suo primo fumetto, realizzato dopo una lunga carriera nel mondo dell’animazione, sembra una sofisticata rielaborazione di certi supporti editoriali in voga all’epoca, oltre che degli stessi temi e atmosfere.


Il soggetto ripropone infatti l’eterna antitesi fra sentimento e raziocinio, incarnata alla perfezione dall’eroina della storia, una “cybernella” nella quale convivono due nature in conflitto, quella robotica e quella umana, o per meglio dire, proseguendo con le citazioni, il cui piccolo cuore batte dentro un calcolatore. Tutti i protagonisti ricordano e rimescolano le fattezze e le caratteristiche di altri personaggi, cioè i loro predecessori creati da Tezuka, Miyazaki e, soprattutto, Matsumoto, cercando fortemente di preservarne anche la magia.
imageL’autore ha scelto di presentare il suo lavoro come lo storyboard di un anime mai realizzato, e infatti le vignette sono piccole, regolari e uniformemente distribuite sulla pagina, come una pellicola srotolata, mentre le brevi didascalie che le accompagnano sono l’unica forma di testo presente, mancando completamente i balloon e le onomatopee. Si apprezzano con piacere la qualità di animatore di Acciari, che utilizza con efficacia pochi e semplici segni per restituire emozioni, movimenti e ambienti; anche il vezzo di “sporcare” le vignette, affinché sembrino fotogrammi catturati da un vecchio apparecchio con problemi di ricezione, appare funzionale alla curiosa operazione editoriale, amplificando a dismisura il romanticismo e le sensazioni di perdita e nostalgia, comunque già insite nel racconto. I materiali in coda al volume (prove colore, finti poster promozionali e addirittura la sigla del cartone) completano la mistificazione, e dopo aver sfogliato l’ultima pagina mi sono chiesto cosa avremmo potuto leggere/guardare se l’autore avesse scrutato l’imprevedibile futuro, anziché indulgere al rassicurante passato. Mi auguro che potremo scoprirlo nel suo prossimo lavoro.

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Pagina interna tratta dall’anteprima presentata su Issuu, un po’ diversa dalla versione stampata,

MEKA CHAN di Claudio Acciari è uscito per Bao Publishing il 15/01/16, ha 96 pagine a colori e costa 16€. Lo trovi in libreria e in fumetteria.

Alessio Bilotta

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