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Oggi inizia ufficialmente BilBOlbul, il Festival Internazionale di Fumetto curato dall’Associazione Culturale Hamelin che si svolge ogni anno a Bologna a partire dal 2007.
Si tratta di un festival abbastanza atipico nel panorama italiano delle manifestazioni dedicate al fumetto, e chi conoscesse la “nona arte” solo attraverso i suoi personaggi più famosi, potrebbe trovarsi piacevolmente disorientato. Agli organizzatori, infatti, non interessa tanto celebrare i campioni di vendite, che peraltro possono godere di grandi attenzioni in altre piazze, quanto analizzare il fumetto come linguaggio in costante evoluzione. Non si tratta di un vero e proprio contro-festival in antitesi alla fiera lucchese e alle mille altre manifestazioni simili, però è certo che a BilBOlbul si parlerà solo di fumetti mai scontati e banali, lo si farà con grande competenza e l’atmosfera sarà tranquilla e stimolante, tanto da passare sopra volentieri ad alcune derive un po’ snob in cui a volte mi sono imbattuto.
Quest’anno le mostre e i vari eventi esplorano le contaminazioni del fumetto con i supporti digitali, il cinema d’animazione e l’illustrazione, in un programma come al solito molto ricco che puoi consultare qui. Mi riesce difficile privilegiare un appuntamento in particolare, perché sembrano tutti interessanti, però personalmente non mi lascerò sfuggire la grande mostra retrospettiva su Magnus, uno dei maggiori autori italiani di sempre, quella dedicata a Giacomo Nanni, fra i contemporanei più interessanti e innovativi e quella dedicata al fumetto Cinema Zenit di Andrea Bruno, che promette di essere particolarmente suggestiva anche in virtù della location scelta, cioè dei vecchi rifugi antiaerei. Occhio anche alle mostre off, fra cui segnalo quella di Vanna Vinci, i cui ritratti dei musicisti ospiti del Bologna Jazz Festival decorano anche gli interni degli “autobus del jazz”.

Molto complicato anche scegliere fra gli incontri con gli autori presenti al festival, perché sono stati coinvolti alcuni fra quelli più originali e sperimentali, come Marco Taddei e Simone Angelini, Spugna, Oliver Schrauwen, Richard McGuire, Marco Corona, Marco Galli e Alessandro Tota.

Per chi non avesse mai frequentato il festival, sappia che non dovrà preoccuparsi della confusione, dei cosplayer e degli appassionati di giochi perché, semplicemente, non ci saranno. Tutte le mostre dovrebbero essere ad ingresso gratuito e comunque allestite in luoghi curiosi e particolari: visitarle è anche un modo per conoscere alcuni angoli meno noti di Bologna, una città sempre molto accogliente nella quale è estremamente piacevole passeggiare e che, per molti versi, è ancora la vera capitale del fumetto italiano. Moltissimi sono i luoghi (librerie, cinema, musei ecc.) che ospiteranno i vari eventi, in una riuscita simbiosi fra la città e il festival che non è facile trovare in altri posti. Da non mancare almeno una visita nella coreografica Sala Borsa in Piazza Maggiore, nella quale sarà possibile acquistare i libri italiani e stranieri più interessanti degli ultimi anni e dove gli autori presenti si concederanno in alcune sessioni di dediche.
Puoi raggiungere facilmente il centro della città, dove si svolgeranno la maggior parte degli eventi, dalla stazione centrale, che dista circa 10 minuti a piedi. Se vuoi mangiare in una trattoria e gustare alcuni dei golosi piatti tipici, ricordati di prenotare.

La delegazione di Slowcomix sarà presente in visita da domani pomeriggio e fino a domenica, ci vediamo là.

Alessio Bilotta

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