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Io non lo so se Cammello, autore di Tumorama, è uno che ha studiato i classici dell’underground, ma a me è sembrato di rintracciare chiaramente alcune nobili ascendenze nel fumetto presentato a Lucca, anteprima di un web-comic che dovrebbe iniziare ad apparire tra pochissimo su questo sito con cadenza bisettimanale.
I protagonisti dei quattro episodi contenuti nell’albo, infatti, non avrebbero sfigurato nelle pagine di Zap Comix, perché sono tre stranissimi coinquilini discretamente sociopatici e dediti principalmente al consumo di stupefacenti. O meglio, rientrano in questa descrizione sicuramente Tumorboy, un ragazzo dal volto mostruosamente tumefatto, e Rubens, un grosso papero antropomorfo che ricorda un po’ Spud di Trainspotting, mentre Plutarco, il terzo personaggio, è un cane parlante che vanta un paio di lauree e che si prende cura degli altri due, essendo la creatura più assennata del gruppo.


Le storie sono stralunate e buffe, e si svolgono in un folle mondo che forse esiste solo all’interno delle menti offuscate dei protagonisti, perché altrimenti sarebbe arduo spiegare la luna composta di hascisc, il partito per i diritti delle sigarette o magari i biscotti satanici del Mulino Nero. Eppure, nonostante questo divertito sovvertimento di alcune regole basilari della fisica e del buonsenso, i personaggi non sono mai veramente cinici, e anzi comunicano una strana tenerezza, probabilmente anche grazie al particolare segno un po’ tremolante dell’autore, che fa diventare soffici e gonfie anche le cose più orribili, o quelle più fredde. In effetti, anche i muri e gli oggetti sembrano fatti di materia organica, di una morbosa morbidezza a metà fra l’allucinazione e la decomposizione.

Sarebbe ingiusto e inevitabilmente parziale cercare di rintracciare tutte le influenze di cui scrivevo all’inizio, ma di sicuro queste atmosfere mi hanno fatto pensare ad alcuni pionieri dell’underground americano, come S. Clay Wilson e Victor Moscoso, oltre che ovviamente ad Andrea Pazienza e, in particolare, alle storielle lisergiche contenute nel volume Perché Pippo sembra uno sballato. Non credo di andare molto lontano dalla verità nemmeno se affermo che il cane Plutarco, più che incarnare una versione distorta dell’assonante Pluto, potrebbe essere un omaggio proprio al Pippo di Pazienza, se non altro per il suo strano modo di parlare, fatto di invenzioni verbali e parole deformate.

L’albo è impreziosito da alcuni omaggi realizzati da altri disegnatori, fra i quali spiccano Spugna, Simone Angelini e addirittura Alberto Ponticelli, ad ulteriore dimostrazione che vale la pena scommettere su questo giovane autore (classe 1989), di cui seguiremo con grandissimo interesse le nuove avventure su web.
rubensTumorama non ha indicazioni né dei numeri di pagina né tantomeno del prezzo, ma ti garantisco che di pagine ne ha 48 e che io l’ho pagato 5 € a Lucca, presso lo stand Lucha Libre. Se te lo sei incautamente lasciato sfuggire, puoi rimediare qui.

Alessio Bilotta

Per saperne di più:
Tumblr di Cammello
Anteprima su Fumettologica

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