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Una delle caratteristiche di gran parte dei fumetti indipendenti italiani è stata spesso quella di volere a tutti i costi prendere le distanze dal cosiddetto “mainstream”, quasi che realizzare storie dei generi amati dal grande pubblico potesse in qualche modo compromettere la qualità dei loro prodotti. Ovviamente si tratta solo di un pregiudizio intellettualoide, perché sebbene ci siano alcuni fumetti di nicchia interessanti e fatti molto bene, troviamo anche un sacco di materiale pretenzioso, autoreferenziale e, alla fine, noioso


La sfida che periodicamente affronta la Passenger Press di Christian G. Marra, quindi, assume dei connotati quasi epici, perché i fumetti pubblicati ogni anno non strizzano mai l’occhio a nessuno, né a quelli che si danno arie impegnate e sofferenti, né tantomeno a coloro i quali inseguono affannosamente le mode del momento. La linea editoriale di Marra è molto precisa e fedele, ed è sostenuta dalla convinzione che la cosa più importante sia perseguire la qualità, anche nei disegni, soprattutto in un periodo come questo, dove fanno furore autori, da quel punto di vista, francamente ben poco dotati.
Come le due precedenti pubblicazioni, Apocalypse Tarot e Racconti indiani, anche Amazzoni, appena presentato a Lucca, è un volumetto realizzato a più mani con grande cura editoriale, che riunisce tantissimi artisti di diversa provenienza, in quel riuscito mix fra nomi affermati e nuove proposte che è un po’ il marchio di fabbrica della Passenger Press.
Si tratta di 11 episodi, ciascuno scritto e disegnato da due autori diversi (qui li trovi elencati tutti), inseriti in una cornice narrativa sceneggiata da Alessandro Cremonesi e illustrata dall’adrenalinico Gaetano Matruglio in coppia con l’elegante Marianna Pescosta.
Anche stavolta c’è l’avventura al centro del progetto, e fra gli obiettivi colpiti da Marra, ideatore e coordinatore dell’impresa, c’è stato quello di creare un mondo fantastico, definito in tutti i suoi aspetti, attingendo con intelligenza a tante mitologie condivise, senza però mai cadere nel banale.
Le donne guerriere protagoniste del libro, lottatrici fiere ma umanissime, non sono infatti scontate pin-up in armatura, ma persone che cercano ferocemente se stesse, magari anche attraverso spettacolari scontri con altre amazzoni o con mostri colossali. Sì, perché gli autori non hanno paura di spingere l’acceleratore, e preferiscono concentrarsi su quelli che sono gli elementi funzionali ad un racconto pieno di azione, anziché indulgere a quell’erotismo d’accatto che ormai ha stancato da parecchio tempo. Non troverai quindi ragazze nude e lascive, ma armi, ambienti e creature disegnati con grande personalità ed attenzione, perché l’abbiamo detto prima, la Passenger Press non strizza l’occhio a nessuno.
Spiega bene la genesi del progetto lo stesso Marra in questa bella intervista concessa a Flaviano Armentaro per Badcomics, dove dice anche molte altre cose interessanti.

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Particolare di una tavola di Cecilia Lo Valvo tratta dal racconto “Giada”

Gli stili adottati dai disegnatori sono, per forza di cose, abbastanza eterogenei, e si va dalle calde matite di Laura Farina, ritrovata con piacere, ai graffi espressionisti di Simone Pace, passando attraverso una grande varietà di segni che, pur nella loro diversità, riescono a comporre un grande affresco sorprendentemente coerente, grazie senz’altro ad un’abile regia e ad un character design ben studiato.
Menzione a parte la merita l’albo spillato Storie della progenitrice, splendidamente illustrato da un maestro del tratteggio come Ricardo Venancio e allegato al volume principale nella nostalgica Super Busta Sangue e Arena, che nessun amante delle cose belle dovrebbe farsi sfuggire.

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Particolare di una tavola di Laura Farina tratta dal racconto “Ishu”

Il volume ha 300 pagine in b/n, costa 9,90 € (13,90 € con l’albo spillato) e se non sei stato a Lucca puoi acquistarlo direttamente presso lo shop on-line dell’editore (qui).

Alessio Bilotta

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