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A me Nirvana mancherà moltissimo. La serie scritta da Emiliano Pagani e disegnata da Daniele Caluri, che si conclude con questo quattordicesimo numero, era uno dei pochissimi fumetti che aspettavo con gioiosa trepidazione, nonché una delle cose migliori e più originali uscite in edicola da parecchi anni a questa parte. Mi sembra però che non se ne sia parlato abbastanza, e non come meritava, forse perché era un fumetto piuttosto atipico per lo stagnante panorama editoriale italiano, che propone soprattutto lavori fatti anche molto bene ma completamente avulsi dalla realtà, e sempre ambientati in qualche confortevole “altrove” spazio-temporale.
Le disavventure di Ramiro Tango, un meschino delinquente di piccolo calibro, sono invece perfettamente contemporanee, inconfondibilmente italiane, e rappresentano un potente antidoto contro la scontata eppure ricorrente stupidità di cui ci nutriamo ogni giorno sui vari social network. I mostri dei nostri tempi si scatenano lì, e sono gente come la ragazza che incita allo stupro ma ama i gattini batuffolosi, oppure come il devoto di Padre Pio che vuole sterminare i poveri, e in questo fumetto tutte le loro contraddizioni, tutta la loro arrogante ipocrisia, sono messe cinicamente alla berlina. Attenzione però, non si tratta di un pretenzioso trattato di sociologia spicciola, ma di una divertentissima girandola di situazioni paradossali, magnificamente interpretate dai disegni di Caluri, che deforma i classici “pupazzetti” da fumetto umoristico in maschere grottesche, sintesi perfetta di certi tipi umani che incontriamo ogni giorno.
La vicenda si conclude in modo abbastanza inaspettato, con una violentissima orgia di sangue, dopo la quale, però, non ho potuto fare a meno di sciogliermi in ultimo sorriso, amaro, assertivo e liberatorio.

Alessio Bilotta


Nirvana #14 – Colpo di pistola (Adius)
Panini Comics | 64 pagg. b/n | € 2,90

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