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Prima di scrivere questi inviti alla lettura, mi documento un po’ in rete. Scopro quindi con ritardo, grazie a Fumettologica (qui), che questo titolo sarebbe stato al centro di controversie legate non direttamente al fumetto, ma alla locuzione “western al femminile”. Se la cosa vi interessa, leggete il bell’articolo al link che vi ho indicato, in questo post ci serve solo sapere che per Pretty Deadly si deve parlare di autrici e protagoniste, al femminile assoluto, perché sono tutte donne, compresa la colorista Jordie Bellaire.
La serie scritta da Kelly Sue DeConnick è ambientata in un bizzarro west magico, con suggestioni e personaggi che rimandano un po’ alla mitologia di Sandman, considerando che una delle eroine è figlia della Morte mentre un’altra dovrebbe esserne la predestinata alla successione. Una trama a dire il vero un po’ involuta e poco chiara in certi passaggi, ma si passa sopra volentieri a queste sbavature grazie ai disegni di Emma Ríos, che valgono da soli l’acquisto del volume. Al di là dello spettacolare tratto “fusion”, che amalgama efficacemente comics e manga, quello che colpisce è la rinuncia quasi completa ai bordi e al tradizionale spazio bianco fra una vignetta e l’altra. La soluzione più utilizzata prevede l’inserimento di riquadri piccoli all’interno di illustrazioni a tutta pagina, in una tensione all’horror vacui che, se da una parte può lasciare storditi, dall’altra non concede nulla alla noia. Degno di nota anche il montaggio spezzettato e frenetico, che tiene sempre altissimo il ritmo della narrazione.
Alessio Bilotta
Pretty Deadly vol. 1 – L’avèrla
Bao Publishing | 144 pagg. colore | € 14

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