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Avete presenti gli abitanti qualunque di Topolinia e Paperopoli? Quelli che appaiono quasi solo sullo sfondo e che al massimo pronunciano qualche battuta? E che, invariabilmente, hanno le scialbe fattezze di un cane rosa (disneyano, certo, ma pur sempre cane) vestito di tutto punto? Ecco, io ne sono ossessionato da sempre, perché non ho mai sopportato quell’omogeneità anonima che tanto li differenziava dagli altri personaggi.
A dire il vero, non so neppure se siano ancora presenti nelle storie di topi e paperi, ma quando ero bambino i fumetti ne erano pieni zeppi. Ho potuto anzi riscontrare, grazie alle recenti ristampe, che anche Carl Barks e Romano Scarpa li usavano tantissimo. Chiaramente in questo modo le fattezze dei veri protagonisti risaltavano di più, e però penso si potessero studiare anche altre soluzioni.

I cani rosa attaccano Paperone
Di tanto in tanto, compariva anche qualche maiale
Da dove arrivano questi cani rosa? Uno dei prototipi fu probabilmente il criminale Giuseppe Tubi (Joe Piper, in originale), antico antagonista di Topolino in una celebre storia di Floyd Gottfredson del 1938, che precedette di poco Basettoni e Manetta. Il momento preciso nel quale i cani rosa si sono moltiplicati nei fumetti Disney, tuttavia, mi è ancora ignoto.
Giuseppe Tubi
Qualche anno fa, l’artista Niklaus Rüegg realizzò un libro (Spuk, cioè “fantasma”) eliminando personaggi, balloon ed onomatopee da alcune storie di Carl Barks e raggiungendo in tal modo l’effetto straniante che potete ammirare nella tavola seguente:
Una desolazione resa ancor più inquietante dai colori piatti e violenti, che suggerisce un punto di vista inedito per studiare le storie con personaggi Disney e anche tutti gli altri fumetti più in generale.
Spero che qualcun altro, prima o poi, ripeta l’esperimento lasciando anche i cani rosa, sono sicuro che scopriremmo trame nascoste e incredibili.
Alessio Bilotta

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