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Ci sono narrazioni a fumetti che non seguono percorsi lineari, schemi consolidati o espedienti di sicura presa sul lettore. Ci sono narrazioni che, se ci rifacciamo alle categorie abituali, forse non possiamo neppure definire tali. Sono storie prive di una struttura classica, che nascono da un affastellamento progressivo e intimo di sensazioni, suggestioni, emozioni. Nascono da un accumulo di stimoli trasformati dall’autore in output visuali, che ciascun lettore/spettatore deve completare secondo la propria sensibilità.
L’ultimo lavoro di Francesco Frongia per il collettivo Mammaiuto, che raccoglie, rielabora e riordina una serie vignette e illustrazioni pubblicate on-line fin dal 2011, si muove esattamente nella direzione appena descritta, e all’interno di ognuna delle pagine che lo compongono possiamo scoprire molte storie e direzioni diverse, forse a volte persino divergenti, e comunque sempre immerse in una dimensione onirica, sospesa fra l’inquietudine del mistero e il suo scherzoso disvelamento.
Rispetto ai libri precedenti, il segno di Frongia sembra ancora più sicuro e ricercato, sostenuto da un tratteggio minuzioso che vanta alcune ascendenze nobili, come Quino o Crumb.

Uno dei temi ricorrenti è quello delle mani, forse perché questo rappresentante sui generis ha deciso di rinunciare quasi del tutto alle parole, suadenti e ambigue per antonomasia, per suggerirci la verità contenuta nei gesti e nelle azioni. O forse è solo una tecnica da illusionista, per distrarre la nostra attenzione dalla banalità del mondo circostante e condurci direttamente nella testa dell’artista.
Alessio Bilotta
Il rappresentante | Associazione Culturale Mammaiuto | 200 pagg. b/n | € 22
(puoi acquistare il libro qui)

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– La notte che arrivò l’inverno
– Mammaiuto

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