Tag

,

L’attore Bryan Cranston (Breaking Bad) cosplayer di se stesso

Nello scorso weekend si è svolta a San Diego l’edizione 2015 del Comic-Con, cioè una fra le più importanti convention dedicate al fumetto e all’intrattenimento, giunta alla sua 48esima edizione.

Dai reportage spontanei di chi c’era, e che ho potuto sbirciare sui vari social network, l’impressione è stata quella degli ultimi anni: quasi tutto lo spazio è occupato da quello che è “collaterale” al fumetto, tanto che la denominazione della fiera ormai non la rappresenta più, visto che i comics sono soltanto uno dei molti universi che si possono trovare a San Diego, e forse nemmeno il più rilevante.
È quindi abbastanza strano che l’attribuzione degli Eisner Awards, premi fra i più importanti del mondo del fumetto, abbia luogo ancora durante il Comic-Con, ma forse lo si fa per continuare una tradizione.
Scorrendo la lista dei vincitori (che puoi leggere qui), mi hanno colpito tre cose:
1. la Marvel è rimasta praticamente a bocca asciutta, ma anche DC e Image non hanno brillato;
2. Saga ha vinto per il terzo anno consecutivo come miglior serie regolare;
3. ci sono un sacco di categorie.
Mi sembra che i riconoscimenti abbiano voluto premiare l’originalità e la ricerca stilistica, cose che agli eroi dei cine-comics, alla fine, non interessano granché. Ecco perché c’è questa discrepanza con i campioni di vendite e incassi, ed ecco perché è forse giunto il momento di rinunciare a festival ecumenici per privilegiare fiere più caratterizzate: dopotutto anche fra l’Oscar e l’Orso d’Oro c’è una bella differenza.

Alessio Bilotta
Annunci