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In quest’epoca nostalgica di remake e sequel, dove trovare un’idea originale sembra diventata un’impresa quasi impossibile, non poteva sfuggire alla moda neppure uno scrittore di successo come Chuck Palahniuk, che se non altro ha cambiato mezzo affidandosi al fumetto, forse per essere originale o forse per prudenza. Del romanzo originario, e soprattutto del film, opere che in qualche modo hanno segnato l’inizio del nuovo secolo, rimangono nel fumetto le idee di base, e alla fine questo primo episodio serve solo per ricostruire l’atmosfera e aggiornare le situazioni, 10 anni dopo la conclusione del primo Fight Club. Un albo introduttivo e di presentazione, nel quale la sceneggiatura ripropone con insistenza le voci fuori campo e le sovrapposizioni fra realtà e immaginazione, sostenuto dai disegni solidi di Cameron Stewart, che non spiccano per troppa originalità e si limitano ad accompagnare la narrazione. Peccato per la netta discrepanza con la suggestiva cover di David Mack, a ulteriore dimostrazione che neppure un albo a fumetti deve essere giudicato dalla copertina. Molto curata e divertente la parte redazionale.
Il primo numero è uscito a maggio, ne sono previsti altri 9 con cadenza mensile, mentre al momento non si sa nulla di un’eventuale edizione italiana.

Alessio Bilotta

Fight Club 2 #1 | Dark Horse Comics (USA) | 32 pagg. colore | $ 3,99

Qui qualche dettaglio in più con anteprima di 8 pagine.

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