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Lo ammetto, il significato di operazioni come questa mi sfugge. Se infatti in epoca pre-internet poteva avere un senso produrre imitazioni a basso costo di personaggi famosi, giocando sulla disattenzione degli acquirenti, oggi che sappiamo quasi tutto molto prima della pubblicazione, nessuno può peccare di ingenuità, tanto più che questo Daryl Dark è disponibile gratuitamente (qui). I presupposti devono quindi essere altri, e forse si possono intuire subito a pag. 4, dove conosciamo l’antagonista dei due detective dell’occulto che, vale la pena sottolinearlo, sono stati disegnati con le fattezze di Stanlio e Ollio. E chi sarebbe il cattivone? Uno scrittore ricchissimo e arrogante che ha stretto un patto direttamente con il demone dell’avarizia, dell’ingiustizia ecc., e che è fin troppo evidentemente “ispirato” alla figura di Roberto Recchioni
Le frecciate al curatore di Dylan Dog si sprecano, ma purtroppo non fanno ridere mai, e anche i disegni lasciano parecchio a desiderare, evidenziando carenze importanti persino nei fondamentali, come proporzioni, prospettive e anatomie.
Se l’operazione voleva essere una pungente farsa del fumetto italiano, l’obiettivo mi sembra fallito, ma se la vediamo come l’ennesimo tassello di una magnifica ossessione (non ho verificato, ma mi dicono che l’editore di Daryl Dark e quel blog che ce l’ha a morte con Bonelli e Recchioni siano molto vicini), allora si sfiorano le vette del sublime. Oppure no.

Alessio Bilotta

Dick Drago, quando il trash era più ruspante


AGGIORNAMENTO del 14 luglio 2015:

Ci scrive Giorgio Messina, presidente dell’Associazione Culturale Cagliostro E-Press, cioè la casa editrice di Daryl Dark, per chiarire che nessuno di Cagliostro E-Press ce l’ha con la Sergio Bonelli Editore o con Roberto Recchioni, smentendo anche la vicinanza di Cagliostro E-Press ad altri blog ipotizzata nel post.
Ne prendiamo atto.
La Redazione
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