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 Gentile pubblico, bentornati alle divertenti disamine del dinamico dominio del disegno digitale! Oggi, come promesso, parliamo di un altro webfumetto candidato ai Premi Micheluzzi, dopo To Be Continued, Vivi e Vegeta e From Here to Eternity. La prossima settimana si chiude e si vede chi sarà il vincitore (ho le mie preferenze, ma non le dico).

Il quarantenne immaginario è una sorta di diario fantastico delle avventure di Lenin (non quello, un altro pelato uguale) e del suo pupazzo d’infanzia preferito, una scimmia di pezza chiamata Signor Spenalzo capace di parlare. Per adesso sono stati realizzati solo sei episodi, divisi in due stagioni, pubblicati a cadenza quantomeno random. Sergio Varbella, l’autore ha un tratto molto pulito che ricorda, con le dovute cautele, Paolo Bacilieri: nella storia più recente ha provato a passare da un due toni malinconico (perfetto per le tematiche trattate) ad una colorazione che temo ne sminuisca la qualità complessiva, appiattendo lo stile.

Il fumetto è carino, non particolarmente originale ma piuttosto divertente, e sarebbe bello se l’autore ci si dedicasse con maggiore costanza. Un difetto, che ho riscontrato spesso tra gli webcomic italiani, è proprio la mancanza di fiducia nei propri mezzi: abbiamo visto nel corso di questo anno, che per produrre qualcosa di interessante non è necessario disegnare bene, non è importante essere artisti a tutto tondo: quello che veramente serve è avere qualcosa da raccontare e farlo al meglio che si possa fare. Fiducia in sé stessi, ecco di cosa ha bisogno il fumetto web italiano.

Heike

Risorse web:
Il quarantenne immaginario
– Il sito di Sergio Varbella

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