Tag

,

Io non lo so se le persone che hanno stroncato senza mezzi termini il Tex di Serpieri sui social network siano degli “hater”, non sono nemmeno sicuro del significato esatto di questa parola, però devo ammettere che alcune critiche, quelle più violente, mi hanno lasciato con l’amaro in bocca. Forse dipende dal fatto che mi sono avvicinato a questo fumetto con il cuore, lasciando da parte le analisi fredde e circostanziate, ma del resto credo che sia questo l’approccio giusto per un vero appassionato, quale mi ritengo.
Lo dico subito, a me è piaciuto molto, senza riserve, e ho apprezzato anche quelle cose che sono state additate come sbagliate, noiose o semplicemente malfatte. Per me, che pure non sono mai stato un fan di Aquila della Notte, L’eroe e la leggenda è come il vessillo piantato su un ultimo avamposto, quello del fumetto popolare italiano nella sua accezione più classica, che è quella, orgogliosamente e inevitabilmente, bonelliana. Sul finale della storia, il vecchio con le fattezze di Serpieri che funge da voce narrante, ammette con amarezza che Tex e Carson appartengono ad un mondo che non esiste più, e se vogliamo dare a questa affermazione anche una valenza meta-fumettistica, la potremmo considerare come una dolorosa constatazione su un certo modo di fare (e leggere) i fumetti. I campioni di vendite e le superstar multimediali di oggi, infatti, sono giovani che producono, si suppone molto rapidamente, storie adatte ad essere fruite con altrettanta velocità, senza prestare troppa attenzione alla bellezza del segno, per concentrarsi invece sull’immediatezza e la freschezza del messaggio. Gli eroi dei fumetti contemporanei sono omini-stecchino, e presumo che per molti autori dell’ultima generazione sia impossibile realizzare una storia senza l’apporto dell’elettronica, come invece ha fatto Serpieri che, ricordiamolo, sta per compiere 71 anni.

Le tavole dell’autore di Druuna sono, come sempre, ricche e dettagliate, e devono essere guardate con attenzione e lentezza per apprezzarne a fondo la perizia: forse qualche anatomia non sarà michelangiolesca, e magari il giovane Tex, selvaggio e con i capelli lunghi, potrà far storcere la bocca agli aficionados, però l’arte di questo fumetto è esattamente come doveva essere, e cioè celebrativa, sontuosa e anche impegnativa, sia da fare che da godere. Bisognava celebrare degnamente un eroe leggendario, per l’appunto, e questo è il modo giusto per farlo, aggiungendo alcuni elementi di novità ma senza cercare riscritture forzate e rispettando la tradizione, anche nella sceneggiatura. È vero, si tratta di un soggetto letto/visto tante volte, e cioè un lineare racconto di vendetta, ma dopo tutto i generi popolari, e quindi anche il western e l’avventura, si basano su archetipi narrativi ormai consolidati, da declinare di volta in volta in base all’estro e alla sensibilità degli autori.
Questo fumetto però, con le pagine che sembrano impolverate, è anche una storia crepuscolare, un racconto quasi struggente nella sua semplicità: appartiene ad un mondo concettuale e mitico, dove gli eroi sono ancora puri e i malvagi vengono inesorabilmente puniti, e in cui sono valori assoluti come il coraggio e l’umanità ad essere sotto i riflettori: tutto il contrario, insomma, di certi romanzi grafici alla moda, orbitanti intorno ai tormenti interiori del sensibilissimo autore di turno. Anche la sovrabbondanza di testo nei dialoghi, così aspramente stigmatizzata, a me non ha dato fastidio, perché, per quanto possa essere paradossale, svolge la stessa funzione dei lunghi silenzi dei film western, e cioè quella della pausa necessaria, che crea l’attesa. Forse si poteva ottenere lo stesso effetto in un altro modo, ma anche la preponderanza delle parole sui disegni appartiene, nel bene e nel male, alla tradizione che si sta celebrando.
Voglio sottolineare, infine, il forte valore comunicativo dell’operazione editoriale, anche questa, forse, una risposta in grande stile alla larga diffusione di webcomics e contenuti gratuiti in generale: si tratta infatti di un album cartonato, di grande formato, ad un prezzo bassissimo e venduto praticamente ovunque, quasi a voler sostenere il concetto che non necessariamente la qualità è sinonimo di basse tirature e distribuzione in circoli intellettuali.

Non so da che parte andrà il fumetto italiano, ma sono contento che ci sia ancora chi difende con tanta determinazione quell’ultimo avamposto.

Tex – L’eroe e la leggenda (Sergio Bonelli Editore), di Paolo Eleuteri Serpieri, 52 pagg. a colori, 6,90€. In edicola adesso.

Alessio Bilotta
Advertisements