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 Kc Green è una specie di leggenda di internet.
Pubblica i suoi fumetti on line dal 2001, e sono insomma più di tredici anni. Il suo tratto non è mai stato particolarmente gradevole, originale, innovativo. Le sue storie sono il più classico nonsense, con un umorismo nero, grottesco ed iperbolico che ha tantissimi esempi nell’intrattenimento contemporaneo, e mi limito a citare a titolo di esempio i Monty Piyhon. Fumetti tutto sommato comuni, roba già vista mille volte, soluzioni grafiche già vecchie ai tempi di Tiramolla o Alan Ford. Niente di straordinario.
Eppure pubblica dal 2001, è una celebrità nel comicdom digitale e fa il fumettista di professione.
Qual’è il suo segreto?

Per come la vedo io la risposta è: umiltà.
Kc Green ha sempre avuto, sin dalle sue prime apparizioni sul web, l’umiltà di riconoscere che, per lui, di strada da fare ce n’è tanta. Maturare uno stile proprio, affinare la narrativa, impadronirsi dello storytelling, migliorarsi. La cosa straordinaria dei webcomics, non mi stancherò mai di ripeterlo, è la capacità che hanno di fornire sempre uno sguardo in retrospettiva sul percorso dell’artista. Basta avere la pazienza di scorrere gli archivi e inseguire i link per trovarsi immersi nel percorso di maturità di un artista. Kc non diventerà mai un grande artista, ma è un fumettista, e questo è già tantissimo: è riuscito a realizzare, con tenacia e pazienza, il sogno di tanti giovani entusiasti che prima o poi si danno per vinti. Non è un artista di successo, ma pubblica libri, lavora su commissioni, ha la libertà di scegliere cosa fare e quando farlo. La sua produzione ha una mole enorme, è difficile seguire tutte le serie sulle quali ha lavorato, disperdendo il suo talento (che c’è, non ci si sbagli) in una miriade di progetti differenti: umorismo, horror, storie per bambini, illustrazioni, anche una serie di tavole autoconclusive su commissione per i suoi lettori (un’idea tutto sommato niente male, che mi sentirei di raccomandare a tanti giovani fumettisti per farsi le ossa e farsi conoscere).

A me piace il lavoro di Kc Green, lo seguo da tempo e continuerò a farlo. E più che un fumettista, lo definirei un amante del fumetto, uno di quelli che ha scelto la strada più lunga, quella in salita, quella difficile.
C’è una frase che Jack Kirby disse ad un giovane James Romberger:
Don’t do Comics. Comics will break your heart.
E davvero lo hanno fatto.

Heike

Risorse web:
Kc Green dot com (il sito ufficiale)
Gunshow (la storica serie di Kc, terminata recentemente)
The anime club
Pinocchio di Carlo Collodi (quello che sembra, adesso in stand-by)
Back (un horror western)
Fumetti su commissione (li fa ancora, se lo contattate privatamente)

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