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Si apprezza ancora meglio la personalità di un artista, a mio modesto avviso, quando il soggetto in questione è in grado di districarsi al meglio anche con le produzioni di tipo industriale, oltre che con quelle più personali. È il caso, ad esempio, di Alberto Ponticelli, del quale avevo già consigliato l’ottimo Blatta (guarda qui), opera sicuramente autoriale e senza nessuna concessione alle mode o alle fisse dei lettori; sulla scorta di quel lavoro, quindi, risulta ancora più sorprendente accostarsi a Frankenstein, Agent of S.H.A.D.E., serie di 16 numeri uscita in USA fra il 2011 e il 2013, ideata per la DC da Jeff Lemire e disegnata da Ponticelli, che si basa sui concetti che definire bizzarri è forse addirittura riduttivo. L’ennesima versione della tormentata creatura stavolta è un agente segreto che opera per conto dello S.H.A.D.E., un’organizzazione evidentemente “ispirata” al quasi omonimo S.H.I.E.L.D. della Marvel con la missione di difendere l’umanità da minacce superumane o sovrannaturali; ha sede in una minuscola sfera fluttuante per entrare nella quale bisogna essere teletrasportati e ridotti di dimensione, il suo capo ha le fattezze di una scolaretta e oltre a Frankenstein dispone di una squadra di mostri comprendente anche la ex moglie quadrumane della creatura, una mummia, un licantropo, un vampiro e una donna-pesce.

È chiaro che con questi presupposti non ci possiamo certo aspettare dialoghi intimisti e considerazioni sul senso della vita, e infatti quello che troviamo sono scontri scatenati fra il Commando Creatura capeggiato da Frankenstein e mostri orripilanti di ogni tipo, in un’orgia putrescente di esplosioni, sangue e zanne. È interessante osservare come lo stile di Ponticelli, seppur adattato a logiche sensazionalistiche, non perda di riconoscibilità, e come, anzi, dia un particolare tocco viscido e marcio, facendoci quasi annusare l’odore della decomposizione. E nonostante questo, ci affezioniamo subito ai personaggi, perché tutta la sceneggiatura, e quindi la sua visualizzazione, sono permeate di ironia e amore per l’eccesso, a ricordarci che questo fumetto si richiama alle origini spensierate del medium, senza altra pretesa che quella di divertire esagerando.

L’unico appunto è sulla colorazione, che non mi pare esalti al meglio il segno di Ponticelli, al pari dell’inchiostrazione dell’ultimo episodio (ad opera di Walden Wong, non accreditato sul volume), che non sembra neanche disegnato dall’artista italiano. Ma sono inconvenienti che con le produzioni seriali possono accadere, e alla fine li accettiamo anche volentieri.
Il volume La guerra dei mostri raccoglie i primi 7 episodi della serie originale, ha 160 pagg., costa 13,95€ e compone un’ideale trilogia con i successivi L’anello di Satana e Mondo putrido, quest’ultimo scritto da Matt Kindt. Li puoi richiedere in fumetteria o direttamente all’editore (qui).
Voto: 7,5
Alessio Bilotta
Frankenstein contro O.M.A.C.

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