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Questa settimana di Slowcomix è un po’ all’insegna del disfacimento dei corpi. Se con Il pozzo di sangue (guarda qui) Johnny Ryan aveva scelto una strada decisamente “splatter”, l’israeliano Koren Shadmi, autore del fumetto di oggi, preferisce un approccio più ovattato, seppur con esiti ugualmente angosciosi, e anzi anche più disturbanti. Scrivo così perché i protagonisti delle quattro storie brevi che compongono il volume sono esseri umani e non orribili mostri, e anche se sono inseriti alcuni elementi fantastici, l’effetto sul lettore/spettatore è ugualmente di vicinanza e verosimiglianza. Inoltre, stavolta la mutazione dei corpi va di pari passo con la corruzione dei sentimenti, un processo forse inevitabile esemplificato dai cuori “distratti” del titolo.
Nel primo episodio, un rabbino flirta con le tentazioni di tradire la propria fede e la moglie, ormai diventata “fredda e di aspetto sgradevole”; nel secondo, il principe e la principessa di un reame fantasy sono costretti a fuggire nel nostro mondo e a subire il decadimento inesorabile dello spirito e del fisico; nel terzo, un ragazzo riesce ad ottenere le morbose attenzioni della compagna di banco solo dopo che questa viene trasformata in una specie di cyborg per i postumi di un incidente; nel quarto, una ragazza non di bell’aspetto subisce tristemente le conseguenze delle attenzioni distratte del coinquilino, un adone rubacuori che si cura solo di se stesso.

Non è mai chiaro se sia la corruzione dello spirito a provocare quella del corpo o viceversa, però l’esito è sempre il medesimo, e cioè un grande dolore dovuto all’incapacità dei protagonisti di entrare in relazione con se stessi e con i propri simili attraverso sentimenti di umanità anziché volontà di prevaricazione.
Il segno di Shadmi è plastico e fluido, vicino a quello di certi autori americani più intimisti (come Daniel Clowes e Joe Matt) però mantiene una cifra personale più straniante, forse influenzata dalla sua attività come illustratore. Colpiscono, in modo particolare, i volti dei personaggi, tratteggiati con pochi segni essenziali che però rivelano in ogni vignetta la meschinità delle loro emozioni.
Degli ultimi lavori di Shadmi sul web ha già disquisito Heike in un recente post (questo), ma io spero di vedere presto anche su carta qualcosa di suo, considerato che questo volume (112 pagg. in b/n di piccolo formato), che è l’ultimo pubblicato da noi in Italia, risale ormai al 2011; lo puoi cercare on-line e alle fiere, dal momento che dell’editore non si trovano più tracce.
Voto: 8,5
Alessio Bilotta

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