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I nostri fan più affezionati ricorderanno senz’altro un recente post (lo trovi qui) del sempre aggiornatissimo Heike sui lavori reperibili in rete di Jason Shiga. Senza mezzi termini, il mio collega lo definiva come “un genio”, e anche se io sono di solito meno incline all’entusiasmo, devo dire che la lettura/visione del fumetto di oggi, gentilmente regalatomi prestatomi proprio da Heike, mi fa essere pienamente d’accordo con lui.
Come puoi vedere dalla copertina, nel sottotitolo si dice che ci sono nel libro addirittura 3.856 storie possibili, e c’è da fidarsi di questo numero così preciso perché Shiga si è laureato a Berkeley in matematica. Questo amplissimo ventaglio di possibilità è reso possibile dalla struttura del fumetto, credo unica nel suo genere; si parte con una pagina iniziale dove troviamo un ragazzino che sta per acquistare un gelato, una situazione che pone subito il lettore davanti alla prima scelta: crema o cioccolato?

La sequenza di immagini si trasforma infatti, immediatamente, in una scelta di bivi, ognuno dei quali porta a sviluppi diversi della storia. I percorsi sono indicati attraverso linee (o meglio, “tubi”) di differenti colori che collegano le varie vignette, a volte con salti di parecchie pagine, altre volte seguendo vie tortuose all’interno della stessa tavola, non necessariamente nell’ordine di lettura tradizionale da sinistra a destra e dall’alto in basso. Capita anche che le oltre tremila storie scorrano parallelamente o si intersechino fra loro, oppure che ci siano doppie tavole composte solo da tubi annodati. Le avventure del giovane protagonista sono di quel genere squisitamente fantastico che si trova solo nei fumetti, dove una normale passeggiata può trasformarsi in un’impresa per salvare il mondo. Per consentire al lettore/esploratore di districarsi con scioltezza fra le varie trame, l’autore è intervenuto anche a livello cartotecnico, e ogni pagina, stampata su un’elegante carta plastificata, è provvista di una o più linguette, come puoi vedere dall’immagine sottostante:

Il segno è molto semplice, a metà fra il cartoon e l’underground (ricorda abbastanza il nostro Stefano Misesti), e i colori netti e vivaci, una sintesi necessaria per non appesantire una lettura di per sé piuttosto impegnativa e fatta anche di codici e pagine segrete.
Un libro decisamente bizzarro, forse destinato a rimanere nell’ambito degli esperimenti, che però dimostra in modo divertente ed originale le molteplici possibilità del linguaggio per immagini in sequenza.
Pur essendo stato pubblicato nel 2010, attende ancora un’edizione italiana, che speriamo di avere presto; nel frattempo, puoi cercare il fumetto on-line.

Voto: 9

Alessio Bilotta
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