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Se esiste un’epica dei fluidi corporali e della decomposizione, Johnny Ryan ne è sicuramente il suo cantore più entusiasta. Mentre nei suoi lavori on-line per VICE (guarda qui) sembrano prevalere elementi umoristici, per quanto sempre disgustosi, in questo volume, pubblicato in Italia nel 2013, ma che negli USA conta già 4 seguiti (li trovi qui), non c’è spazio per nessun tipo di comicità. Il protagonista di Prison Pit (questo il titolo originale) è FuckFace, un essere umanoide forzuto e cattivissimo con il volto ricoperto da una maschera di sangue: viene confinato su un pianeta desolato nel quale dovrà affrontare tutta una serie di creature sempre più schifose, come nei livelli di un videogioco malato. L’autore non ci risparmia nulla, e fra cannibalismo, simbiosi con vermi mostruosi, coprofagia e stupri, ci fa sguazzare in una melma di sangue, sperma ed escrementi che però possiede un suo perverso fascino. Certo, non si tratta di un fumetto per stomaci delicati, però sotto la superficie pustolosa c’è anche un approccio al corpo ed alla fisicità che può suggerire riflessioni non banali: tutto è destinato a decomporsi e a corrompersi, e forse solo chi accetta questa realtà in tutto il suo orrore può sopravvivere, anche a costo di nutrirsi dei propri stessi parassiti.
Anche i disegni si discostano parecchio dallo stile cartoon adottato dall’autore in altri lavori, e si richiamano invece a certe produzioni giapponesi più sotterranee e disturbanti, con un segno che ricorda anche Go Nagai, però sotto acido. Serratissimo e ansiogeno il ritmo della narrazione, punteggiata da pochi dialoghi e realizzata attraverso tavole con la classica gabbia a quattro vignette, forse per dare un ordine apparente al caos che rigurgita dalle pagine.
Il volumetto ha 238 pagg. in b/n al costo di 18€, e non saprei dirti dove trovarlo se non alla fiere o in rete, perché dalla folle pagina web dall’editore (questa) non si riescono a ricavare molte informazioni utili. Qui trovi una pagina dove acquistare il cartoon, completa di anteprima.
Voto: 8,5
Alessio Bilotta
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