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Oggi può sembrare incredibile, però 25 anni fa la parola “graphic novel” era associata principalmente a grandi albi fuoriserie con protagonisti i supereroi della Marvel (dai un’occhiata qui); si trattava di storie stampate su carta buona in cui gli autori avevano in teoria più libertà nelle sceneggiature e più tempo e spazio per curare meglio i disegni. Alcuni di quegli albi sono rimasti nella storia del fumetto americano, tanti altri sono stati dimenticati, come quello che vi propongo oggi. Ammetto che quando lo acquistai in edicola (sì, all’epoca si prendeva tutto lì!), speravo tanto che questa storia potesse rispondere all’antico quesito irrisolto dei fan della Marvel-Corno, e cioè: è più forte Hulk o la Cosa? E invece niente, perché il fumetto in questione potrebbe essere catalogato come un “buddy movie” su carta, dove i due classici mostri forzuti mettono da parte la loro storica rivalità per raggiungere un obiettivo comune, come due vecchi amiconi.
In breve: un esponente di una razza aliena, inventore di un misterioso cibo rivoluzionario, viene rapito da un losco imprenditore alimentare dello spazio (tale Banger McCrusher), e deve essere recuperato perché la ricetta non cada in mani sbagliate; il burocrate incaricato di risolvere il caso pensa quindi di ricorrere ai due colossi, prelevandoli forzosamente dalla Terra e promettendo, in cambio, di esaudire un desiderio a testa, grazie alle sue capacità quasi divine di mutare la materia e il corso degli eventi. Questa risibile trama, orchestrata dal grande Jim Starlin, già autore di memorabili saghe spaziali, è tutta giocata sui registri della commedia, e non troviamo nemmeno una traccia del pathos epico che ha caratterizzato tante storie stampate dell’editore americano. Non tutte le gag risultano riuscite (forse una delle migliori è quando la Cosa provoca Hulk appellandolo come “rosso comunista”…), però l’atmosfera scanzonata e sopra le righe di questa storia ha conservato ancora oggi qualche elemento piacevole, soprattutto perché si può leggere/guardare anche senza sapere nulla dei due personaggi. Queste edizioni avevano infatti anche lo scopo di avvicinare nuovi lettori, forse attraendoli con un formato più prestigioso rispetto al classico comic-book, e non ci si doveva preoccupare di nulla, se non di godersi il divertimento; un po’ come se i personaggi della Marvel, anziché essere limitati da troppi vincoli narrativi, potessero essere impiegati come i personaggi della Disney, e cioè molto più liberamente, a piacimento dei vari autori.
Curiosi i disegni del maestro Berni Wrightson, che qui abbandona la sua cifra puramente orrorifica per concentrarsi invece sugli aspetti più grotteschi dei vari personaggi, in un’esplosione colorata e carnosa di deformità fisiche, tentacoli e fluidi corporali.

Credo che questa storia (composta di 48 pagg. a colori) non sia mai più stata ristampata in Italia dal 1990, ma si dovrebbe riuscire a trovarla alle fiere e nei circuiti on-line.

Voto: 6,5

Alessio Bilotta

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