Tag

Tu ami i sogni? E non intendo i sogni in stato di veglia, quelli che nel migliore dei casi diventano veri e propri obiettivi o progetti. No, mi riferisco ai sogni notturni, quelli fatti di immagini evanescenti, luoghi bizzarri e situazioni in continua mutazione… Io personalmente amo molto sognare, e non mi fanno paura neppure gli incubi, anzi; lo amo così tanto che non ho mai voluto neppure approfondire i vari studi psicanalitici, proprio per non svelarne il mistero.
Credo che tutti gli appassionati di fumetti dovrebbero amare i sogni, perché come forma di comunicazione visiva mi sembra la migliore per rappresentarli; non è raro, infatti, che durante un sogno l’ambientazione cambi improvvisamente, e non c’è niente di meglio dello spazio bianco fra una vignetta e l’altra per rendere questa sensazione, forse neppure un’ellissi cinematografica, perché almeno io tendo a ricordare l’attività onirica più come un puzzle di immagini fisse piuttosto che una sequenza in movimento. Anche i suoni dei miei sogni sono sempre piuttosto ovattati, quasi assenti, se non per rari dialoghi.
Questo vecchio lavoro del grande David B., più noto per il capolavoro assoluto Il Grande Male, ha la rara capacità di restituire perfettamente le sensazioni provate durante il sogno, attraverso la visualizzazione di immagini enigmatiche e strane che sono sempre in bilico fra l’inquietudine e una sorta di consapevolezza più ampia.

Si tratta di diciannove sogni fatti dall’autore fra il 1979 e il 1994, nei quali le tematiche prevalenti sembrano essere quelle del noir, con inseguimenti, sparatorie, omicidi e tutto il resto, anche se non mancano altre ambientazioni. Il tutto è realizzato in bicromia, utilizzando il blu nelle sue varie tonalità, quasi per riprodurre le sfumature della notte. I disegni, come di consuetudine, sono molto asciutti e spigolosi, e la loro struttura semplice, fatta di pochi elementi geometrici, viene esaltata da una composizione della tavola molto classica e misurata. Le parti migliori, a mio avviso, sono quelle in cui l’autore si dedica agli ambienti e alle città, agli “edifici già visti in altri sogni”, sensazione sempre disturbante e credo abbastanza ricorrente nell’attività onirica di ognuno. Anche il sogno di scoprire libri mai visti prima, eppure così familiari, è una cosa che mi capita spesso di fare, e che David B. rappresenta in modo straordinario ed evocativo, a volte prendendo a prestito i sogni di altri artisti visionari, come Roland Topor o Alberto Giacometti.

Il volume (128 pagg. al costo di 15€) è stato pubblicato per la prima volta in Francia nel 2005, e da noi tre anni più tardi: si può cercare alle fiere, richiedere in fumetteria o acquistare direttamente qui presso l’editore.
Voto: 8

Alessio Bilotta

Advertisements