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 La grande città è alienante, disumana, un posto dove perdere la percezione della propria identità è a volte drammaticamente facile. Non solo della propria: la folla a volte non è un insieme di persone, singoli individui ognuno con la propria personalità, ma una massa informe, un muro, un indistinto brusio. E’ così facile, in metropolitana, concentrarsi sul proprio libro o sulla playlist e isolarsi dal mondo, ignorare gli spintoni, la calca, la puzza, chiudersi nel solipsismo, scappare dal mondo.

A Keara Stewart questo non piace: in metropolitana tira fuori il suo quaderno e la sua penna e disegna quello che vede, in un bianco e nero accecante, luminoso. Nel suo viaggio ritrae visi stanchi, concentrati, pensosi, concentrandosi sulle espressioni e sulle piccole tracce di un mondo unico e personale. “Nei suoi disegni (…) Keara riesce a trasformare cose banali, solitamente ignorate, in qualcosa che vorresti portare con te per sempre” (S.Lightman). Sono disegni rapidi, schizzi concisi, ma mai nervosi o superficiali. Trasuda dal suo lavoro un sincero amore ed un grande interesse per il mondo, una attenzione alle persone che mi ricorda un poco il libro di Sara Menetti recensito a novembre dal Bilo.

Keara la conosco personalmente, è una persona stupenda e una artista con grandi potenzialità. E’ attivissima nel mondo delle fanzine e dell’autoproduzione inglese, e sarebbe molto bello se riuscisse a trasformare la sua passione in un lavoro. Quando le ho detto (diversi mesi fa) che avrei scritto un articolo su di lei, mi ha detto “ma io non faccio webcomics!” Vero, le risposi, ma fai cose belle di cui vale la pena parlare. Per cui pubblico qui sotto anche la versione inglese dell’articolo, sperando non contenga troppi errori.

Heike

Risorse web:
– Il Tumblr di Keara, con l’indice dei suoi lavori
Twitter, per essere sempre aggiornati
– Lo shop

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The big city is alienating, inhuman. It’s too easy to lose one’s own identity. Not just one’s own: the crowd appears sometimes as a wall, a shapeless stack of bodies and not as a group of individuals, each one with their own personality. It‘s quite common, in the subway, to focus on your book or playlist and ignore the jostling, the crowd, the smell. Escape from the real world.

Keara Stewart does not like it: on the subway she takes out her notebook and her pen and draws what she sees, in a blinding bright black and white. In her journey she portrays tired, intense, thoughtful faces, focusing on expressions and small traces of unique and personal worlds. In her drawings (…) Keara manages to make the easily looked-over, and absolutely mundane, into something you want to hold onto forever” (S.Lightman). Her drawings are quick and concise sketches, but never nervous or superficial. From her art comes a sincere love and a great interest in the world, an attention to people that reminds me a little of Sara Menetti’s new book.

I know Keara: she is a wonderful person and an artist with great potential, very active in English fanzines and self-publishing world, and it would be wonderful if she could turn her passion into a job. When I told her (several months ago) that I would write an article about her, she said, “I do not do webcomics!” True indeed, I replied, but you do beautiful things worth talking about.

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