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Per puntare al successo, un personaggio deve avere innanzitutto un nome azzeccato, anche se, personalmente, ho sempre trovato discutibili certe scelte: se l’indagatore dell’incubo fosse nato oggi, con buon pace delle sue nobili ascendenze letterarie, avrebbe probabilmente dovuto fare i conti a fatica con il quasi omonimo Danny Cane, uno degli amichetti di Peppa Pig… E il signor Dog non è solo, perché in Italia sembra che il successo debba arridere solo a personaggi con improbabili denominazioni anglosassoni. Insomma, forse si teme che la lingua nostrana non abbia la capacità di produrre appellativi abbastanza sexy, tranne qualche rarissima eccezione, o forse il sogno americano di libertà e avventura è ancora vivo, nonostante tutto; non saprei rispondere con precisione, però questo Mercurio Loi, un nuovo personaggio apparso sul #28 de Le Storie Bonelli, parte subito con il piede giusto, perché il nome suona bene e gioca abilmente con le parole e i significati (da una rapida ricerca in rete, sembra che il cognome “Loi” voglia dire “salvatore”). Inoltre, le sue avventure sono ambientate a Roma, in un’epoca ben definita ma mai troppo utilizzata, e cioè quella risorgimentale, con i suoi moti insurrezionali e le sue sette segrete a fare da contraltare storico alle vicende di fantasia.

Il personaggio è un professore universitario che opera per conto di una misteriosa organizzazione, indagando su casi strani e in odore di sovrannaturale, casi che riesce a sbrogliare grazie ad una razionalità sempre vigile; ha un tallone d’Achille, una nemesi, un assistente e, finalmente, un aspetto originale, quasi caricaturale e ben lontano dai soliti e un po’ stantii canoni di bellezza eroica (a me la sua faccia, in certe inquadrature, ha ricordato quella di Gipi, ma chissà…). In questo primo episodio risolve subito un caso, facendo luce su una storia di fantasmi e di omicidi che si richiama al folclore italiano, senza dover citare per forza quel film o quell’altra serie televisiva, ma appoggiandosi su basi ben più solide.

Lo sceneggiatore Alessandro Bilotta si dimostra, ancora una volta, abilissimo a tessere trame colte, documentate, avvincenti e mai troppo scontate, oltre che a inventare personaggi curiosi e interessanti che, pur essendo fortemente legati alle loro radici lontane (lo Sherlock Holmes citato nell’introduzione, ma anche certi protagonisti della letteratura “pulp” degli anni ’30, fino a Batman e Robin), procedono liberi e indipendenti per la loro strada.
Molto belli, e nemmeno questa è una novità, i disegni di Matteo Mosca, caratterizzati da una classicità raffinata e sempre affascinante, perfettamente in armonia con la storia, che anche se è appena uscita, ha tutte le carte in regola per diventare rapidamente un fumetto di culto; da sottolineare, in particolare, oltre alla sontuosa precisione nella rappresentazione di ambienti e architetture, anche la straordinaria abilità di Mosca nella resa delle scene notturne, soprattutto quelle nebbiose.
Non sappiamo ancora se e quando ci saranno altri episodi di Mercurio Loi, magari su una testata tutta sua, però io non vedo l’ora di leggere il successivo.
L’albo ha 114 pagg. in b/n, costa 3,80€ e lo trovi in edicola adesso.
Voto: 7,5
Alessio Bilotta
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