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Spero che gli appartenenti alla generazione dell’autrice di questo fumetto, Angela Vianello, e cioè quelli che sono cresciuti con i manga degli anni ’80 e ’90, non me ne vorranno se, rispetto a loro, sono privo dell’eccitazione che immagino si debba provare davanti ad un lavoro come questo. Eccitazione derivante dal ritrovare stili e temi tipici delle letture giovanili in una pubblicazione moderna, in cui tali elementi sono stati reinterpretati e rinnovati. Pur avendo infatti letto a suo tempo Video Girl Ai di Masakazu Katsura (una delle fonti di ispirazione dichiarate dell’autrice, come si evince da questa intervista), non ero già più nella fase dell’imprinting fumettistico, avvenuta parecchi anni prima: però penso che se adesso qualcuno aggiornasse lo stile, che so, di Kirby o di Jacovitti, ne sarei sicuramente molto entusiasta, a prescindere da tutto.

Detto questo, e preso atto serenamente che ormai da molti anni i prodotti italiani ed europei hanno smesso di plasmare l’immaginario giovanile, confesso di essere rimasto molto colpito soprattutto dalla bellezza del segno, talmente raffinato e compiuto che si fa fatica ad accettare che sia opera di una ragazza che aveva appena 25 anni all’epoca della realizzazione di questa storia. Molto buona anche la colorazione, che anche se a volte eccede nei virtuosismi con gli effetti di luce, risulta del tutto funzionale alla narrazione; non so se sia un complimento, ma anche ad un occhio più esperto credo che sarebbe molto difficile distinguere i disegni di Vianello da quelli di un artista giapponese. L’autrice dimostra di aver ben compreso anche la lezione sul taglio delle inquadrature e sul montaggio delle tavole, che risultano sicuramente più fresche e dinamiche di quasi tutta la produzione nostrana, soprattutto quella più legata ai personaggi tradizionali.

La storia vede protagonisti gli adolescenti romani Davide e Giada, mentre sullo sfondo viene costruita pian piano una trama fantascientifica che riprende alcuni temi non particolarmente nuovi (gli uomini sono stati fatti evolvere dagli alieni), che almeno in questo primo volume non rivelano alcuna connessione con le vicende dei due ragazzi. Il ritmo è forse un po’ troppo lento, e infatti è il medesimo delle saghe nipponiche composte da decine di volumetti, e sebbene la storia sia chiaramente ambientata in Italia, non è facile ritrovare elementi veramente caratteristici della nostra cultura: anche da questo punto di vista, si tratta di un fumetto figlio legittimo della globalizzazione, e se questo sia un bene un male, sarà solo il tempo a poterlo dire.
Per il momento possiamo soltanto accogliere con favore e simpatia questo lavoro, rimanendo in attesa di opere più mature e personali con grande curiosità e interesse. 
Il volume è uscito in formato cartaceo nell scorsa primavera (come e-book nel 2013), ha 152 pagg. a colori, costa 12€ e si può richiedere in funesterai o acquistare direttamente presso l’editore (qui). Già disponibile anche il volume 2.
Voto: 6,5
Alessio Bilotta

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