Segnalo con grandissimo piacere una nuova iniziativa da edicola di Mondadori Comics che, a partire da questa settimana, proporrà ogni 7 giorni (qui il piano dell’opera) un volume cartonato (costo 9,99€) per ripercorrere tutta la produzione di Guido Crepax, senz’altro uno dei più importanti autori italiani di tutti i tempi, aldilà dei giudizi di merito che non sempre sono stati generosi nei suoi confronti. Mi sembra che i curatori di questa edizione abbiano voluto mettere inizialmente in risalto i lavori che non hanno Valentina come protagonista, anche se le avventure del personaggio più celebre di Crepax (che nel 2015 compirà 50 anni) saranno tutte ristampate. Senza un ordine cronologico preciso, ma può darsi che questa decisione sia dovuta anche alla facile reperibilità della collana uscita in allegato con il Corriere della Sera non molti anni fa. Forse sono scelte che infastidiranno i puristi, ma a mio avviso non bisogna preoccuparsene troppo, anche perché sono sicuro che l’apparato redazionale contribuirà a fare ordine.
Sono da sempre un grande ammiratore di Crepax, forse anche perché le prime immagini erotiche che ho visto in gioventù erano proprio realizzate da lui, su antichi numeri di Linus che trovavo in casa e che sfogliavo di nascosto, senza capirci un granché. A posteriori, posso dire di essere stato davvero molto fortunato, perché mi poteva capitare di iniziare con Il Tromba, e invece mi è toccata Valentina.

Si tratta di un autore abbastanza complesso, soprattutto per gli standard erotici e narrativi odierni, del quale intuiamo chiaramente la grande cultura leggendo e guardando i suoi lavori, ricchi di raffinate citazioni letterarie ed artistiche. Quando ero giovane, dei fumetti di Crepax mi turbavano soprattutto la rappresentazione del sesso femminile (peloso, misterioso, disordinato, selvaggio) e l’abbondanza di paraphernalia erotici (corsetti, stivali, fruste, collari…) utilizzati dai personaggi, mentre solo adesso riesco a comprendere meglio l’algida sensualità delle protagoniste. Il sesso descritto in queste pagine non è mai volgare o rozzo, mai forse nemmeno spensierato, e invece sempre immaginifico, complicato, cerebrale, proprio come un sogno, o una fantasia intellettuale. I personaggi sono magrissimi, dai lineamenti scavati, quasi sofferenti, e se l’omaggio a Schiele sembra evidente, il modo con cui viene realizzata la sequenza narrativa, attraverso inquadrature e montaggi insoliti, rimangono caratteristiche peculiari ed ineguagliate di questo autore, autentico maestro del segno sottile e della composizione architettonica delle tavole.

La prima storia contenuta in questo volume (che resterà in edicola 2 settimane), evidentemente ispirata al celebre romanzo di Leopold von Sacher-Masoch, è abbastanza rappresentativa degli elementi che ho tentato di descrivere, ed è a mio avviso un ottimo inizio per chi non conoscesse l’autore, perché può farsene subito un’idea piuttosto precisa; inoltre, è anche un esempio straordinario di adattamento di un testo scritto, che fa capire bene, a chi ancora facesse finta di ignorarla, la profonda differenza fra il fumetto e la letteratura.
Voto all’iniziativa editoriale: 8,5
Voto a “Venere in pelliccia”: 85
Alessio Bilotta

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