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Le cosiddette “bibbie di Tijuana” (l’origine di questo bizzarro nome è incerta) non erano altro che piccoli albi a fumetti (di dimensioni 10×15 cm circa, solitamente di 8 pagine) che sono circolati clandestinamente negli Stati Uniti, con alterne fortune, dagli ’20 agli anni ’60 del secolo scorso, prima di cedere il passo ai “comix” underground, dei quali in qualche modo sono i predecessori.
Si trattava di storielle pornografiche dove personaggi dei fumetti, stelle del cinema e politici erano al centro di vicende boccaccesche, rappresentate esplicitamente senza alcuna remora, e spesso imitando quasi alla perfezione lo stile dei disegnatori ai quali rubavano i protagonisti. Il periodo di maggiore diffusione di questo tipo di pubblicazioni sono stati gli anni della grande depressione, e non si è mai saputo chi fossero gli autori, che si nascondevano sempre dietro misteriosi pseudonimi.

La loro influenza sul lavoro di alcuni artisti fondamentali del fumetto americano (Crumb e Spiegelman su tutti) è molto evidente, e praticamente nessuno dei personaggi in voga all’epoca si è salvato da queste parodie: possiamo infatti trovare senza mutande, e sempre dotati di attributi considerevoli, Popeye, Mickey Mouse, Dick Tracy, Flash Gordon e in generale tutti gli eroi dell’età dell’oro del fumetto, accompagnati nelle loro scorribande sessuali da deliziose e disponibilissime donnine disegnate alla maniera di quegli anni, cioè con acconciature alla moda, grandi occhioni sognanti e boccucce sempre spalancate. Come le gambe, si capisce.

Se si sfogliano le bibbie di Tijuana oggi, saltano subito all’occhio la ruvidezza e la volgarità di quelle storielle, anche se rimane un certo fascino dovuto sicuramente al tempo che è passato oltre che ad una certa cura con cui queste pubblicazioni venivano realizzate.
Oggi niente del genere avrebbe senso, perché esistono decine di siti internet amatoriali nei quali i personaggi dei fumetti e dei cartoni si esibiscono in evoluzioni sessuali degne di Sasha Grey, e ormai ogni portale VM18 ha la sua sezione dedicata; senza contare che uno dei filoni video più frequentati dalle produzioni porno degli ultimi anni, è proprio quello delle parodie hard dei film di supereroi.
Ciò che una volta era clandestino, ora è diventato organizzato, catalogato e venduto in tutto il mondo, e davvero faccio fatica a citare qualcosa che possa avere oggi la stessa carica proibita e, a suo modo, eversiva delle bibbie di Tijuana. Peccato.
Nel lontano 2001 la Hazard Edizioni pubblicò un volumetto con un’antologia di storielle (lo puoi trovare qui), mentre negli USA la benemerita Fantagraphics ha realizzato ben 9 libri finora. Qui e qui invece trovi risorse web abbastanza fornite.
Alessio Bilotta
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