Tag

Un mediocre artista viene coinvolto da un gruppo di appassionati di provincia (gli amatori del titolo) nell’organizzazione di un piccolo festival, identificato ambiziosamente come “biennale”; l’entusiasmo e la buona volontà messi a profusione dall’eterogenea compagine di guitti, tutti più o meno affetti da disturbi della personalità, alla fine non serviranno a molto ma, come si dice sempre in questi casi, forse il viaggio è davvero più importante della meta a cui si arriva. Penso che a tutti coloro che bazzicano il mondo del fumetto italiano sia capitato, prima o poi, di imbattersi in personaggi come il factotum di questa biennale immaginaria, il corpulento Kristof, invincibile nel suo fervore e nella sua dedizione alla causa, ma clamorosamente incapace di percepire le distanze fra le sue ambizioni (speranze?) e il mondo reale.

Ecco, la storia raccontata/disegnata in questo volume penso potrebbe descrivere bene tutte quelle vicende grottesche e patetiche che spesso si nascondo dietro all’organizzazione raffazzonata degli innumerevoli mini-eventi che punteggiano il calendario degli appuntamenti fumettistici italici, quelle che, facendo mia la formidabile intuizione di un operatore del settore, io identifico come “mostricine”. Il risultato in termini qualitativi, in tutti quei casi, non è così importante, quello che può pensare il pubblico nemmeno, conta soltanto essere riusciti, seppure in modo approssimativo, a vivere la porzione di un sogno pacchiano, un’emozione tiepida e colorata come un film scadente riprodotto da un proiettore su un vecchio muro.

Molto interessanti le scelte grafiche operate dall’autore, il belga Brecht Evens, del quale in rete si trovano poche note bibliografiche, nonostante abbia vinto un importante premio ad Angoulême già nel 2011. Il suo stile non sembra avere molti debiti con la grande tradizione fumettistica del suo Paese, e si rifà a modelli più “alti”, dalla pittura alle incisioni, con influenze che spaziano dal Medioevo fino ad artisti visuali moderni fra i più originali e anticonvenzionali, come Saul Steinberg e David Hockney, citati dallo stesso Evens in questa intervista. Mi ha colpito, in modo particolare, l’alternanza fra le tavole in cui parlano i personaggi, ripresi generalmente con campi medio-lunghi e immersi nel biancore della pagina, senza i bordi delle vignette, e le tavole in cui viene dipinta la natura, composizioni coloratissime e vivaci a tutta pagina che sembrano evidenziare ulteriormente la piccolezza e le limitatezza delle azioni umane, e di questi personaggi in particolare.

Il libro ha 216 pagg. a colori, costa 20€ ed è da poco disponibile in libreria e in fumetteria, ma puoi acquistarlo anche sul sito dell’editore (qui).

Voto: 7,5

Alessio Bilotta

Advertisements