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Quando mi imbatto in fumetti come questo, mi è difficile scriverne, perché sento che sono racconti così legati all’intimità dell’autore (in questo caso dell’autrice, Elena de’ Grimani) che qualunque commento rischia di essere inadeguato, quando non addirittura superficiale. Come spiegato dalla stessa de’ Grimani nell’introduzione, si tratta infatti di un “racconto sulla depressione” (l’anedonia è l’incapacità di provare piacere), basato soprattutto su “sensazioni ed emozioni” vissute in prima persona e restituite su carta in modo molto sincero, senza cercare l’effetto sgradevole a tutti i costi. La storia è complicata da riassumere, o meglio, non è forse neppure veramente riassumibile, e non tanto per la presunta mancanza di linearità della trama (penso che ognuno possa trovare un suo percorso personale fra le vignette), quanto piuttosto perché tutti i passaggi, anche quelli apparentemente più illogici, hanno un loro peso specifico nella narrazione. Si tratta di un racconto di conflitti interni, di morti e rinascite, esemplificato dalla scissione della protagonista in due controparti (quella umana e quella vampira), e dalla “partenogenesi” della sua personalità in altri due soggetti, che fungono da comprimari. Potremmo dire che in questa narrazione sono diversi gli opposti che si inseguono e si intrecciano, perché la divisione può essere anche una riconciliazione, la fuga un ritorno, il rifiuto un’accettazione e il percorso accidentato un perfetto andamento circolare.

Come accennato in precedenza, lo stile del disegno non è né difficile né fastidioso, mentre in tanti altri lavori così personali questa sembra essere la regola, e l’autrice dà l’impressione di voler ricercare un’identificazione con il lettore/spettatore attraverso un segno più leggibile e riconoscibile, di chiare ascendenze nipponiche ma ammorbidito da una sensibilità europea. Rimaniamo affascinati dall’oscurità e del candore dei personaggi, e forse anche questa scelta stilistica non è che un altro modo per giocare con gli opposti, come la seduzione e la repulsione, la familiarità e la diversità. Molto ben riuscita la scansione narrativa visiva e il montaggio delle tavole, che dimostrano come Elena de’ Grimani appartenga a quella cerchia ristretta di autori che hanno capito davvero, ed efficacemente reinterpretato, la sintassi fumettistica giapponese; consiglio, anzi, dopo la prima lettura, di ripartire dall’inizio trascurando i dialoghi, l’impatto grafico-emotivo rischia di essere ancora più potente.

Il volumetto, presentato con una elegante sovraccoperta, ha 144 pagg. in b/n, costa 9,90 € e si può trovare in libreria, in fumetteria o direttamente presso l’editore (qui).
Voto: 8
Alessio Bilotta
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