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Leggendo l’introduzione a questo nuovo fumetto, primo numero di una miniserie di tre, ho imparato una parola che, perdonate l’ignoranza e l’anzianità, non conoscevo: “cross-mediale”. Significa, semplificando un po’, che Il ragazzo invisibile è un progetto concepito per esistere e svilupparsi su diversi supporti narrativi, partendo naturalmente dal film di Gabriele Salvatores in uscita a dicembre. E se il romanzo sembra essere una sorta di versione estesa della trama del film, il fumetto è invece una specie di appendice, che si muove “fra una scena e l’altra” della pellicola, come spiegato sempre nell’introduzione. Mi sembra un approccio interessante e nuovo, almeno per il nostro Paese, che alla fine può diventare anche un sistema per attirare nuovi lettori; in ogni caso, il coinvolgimento nel progetto di un premio Oscar, deve essere già di per sé motivo di orgoglio per tutti gli appassionati di fumetti, e infatti auguro a questa iniziativa ogni successo.

Il mio timore difronte a questo tipo di idee è sempre quello che gli aspetti commerciali prevalgano su quelli contenutistici, e che l’operazione di marketing, pur meritoria, finisca per sminuire e oscurare la qualità complessiva. Non posso evidentemente pronunciarmi sul film (…però peccato per il trailer un po’ fiacco), ma il primo episodio della serie a fumetti mi è piaciuto, e forse non avrebbe potuto essere altrimenti, considerando i nomi coinvolti. Ho apprezzato molto la scelta di disegnatori con una personalità e un segno dal respiro internazionale (Giuseppe Camuncoli, Werther Dell’Edera e Alessandro Vitti), che hanno saputo dare un apporto assolutamente contemporaneo e all’altezza delle migliori produzioni americane, ma allo stesso tempo con una bella impronta autoriale. La sfida più difficile, però, è stata forse quella vinta dallo sceneggiatore Diego Cajelli, che ha interpretato perfettamente tutti i codici del genere supereroistico, toccando le esatte corde emotive che da sempre hanno decretato il successo di questo tipo di storie. Pur non seguendo più da vicino da molti anni le avventure degli eroi in costume, ne sono stato un vorace lettore in gioventù, e in queste pagine ho ritrovato tutti quegli elementi che mi esaltavano: il senso ineluttabile di tragedia imminente, il difficile perseguimento della vera giustizia, il riscatto personale da raggiungere attraverso una grande forza di volontà, più che utilizzando gli scontati superpoteri.
Ho letto da qualche parte che la lettura di questo primo numero non invoglierebbe ad acquistare i successivi, ma nel mio caso non è stato così, perché voglio proprio sapere come se la caveranno i protagonisti Andreij e Michele. Anzi, penso proprio che andrò a vedere anche il film, nonostante il trailer che non mi ha convinto.

L’albo, edito da Panini, ha 48 pagg. a colori, costa 3,5 € e si trova da pochi giorni in edicola e in fumetteria; esistono tre copertine diverse, una realizzata da Sara Pichelli, una con la foto dell’attore protagonista e un’ultima con un effetto particolare ad opera di Davide Toffolo.

Voto: 7,5

Alessio Bilotta

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