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Se state compilando la lista delle nuove uscite da prendere alla prossima edizione di Lucca Comic&Games, non dimenticate di inserire anche il fumetto che consiglio oggi, e cioè l’ultimo lavoro di Nicolò Pellizzon, già autore dell’ottimo Lezioni di anatomia, meritatamente premiato nel 2013 come “Miglior Fumetto Italiano” al Treviso Comic Book Festival.
La protagonista della storia è la giovane Sara, una ragazza laureata in lettere che cerca di sbarcare il lunario arrabattandosi fra lavori precari e insoddisfacenti, quando non addirittura umilianti. Le sue giornate trascorrerebbero piatte e banali, se non fosse per i pomeriggi passati ad un cineforum, dove proiettano vecchi film italiani dell’orrore, e per le allucinazioni che le preannunciano apocalissi imminenti e che la tormentano fin da quando era bambina.

Come scrive lo stesso Pellizzon sul suo sito, questo fumetto è incentrato sulla più grande paura dei nostri tempi, e cioè la paura del futuro, alla quale tutti noi tentiamo di sfuggire cercando rifugio nel passato del proprio vissuto o della nostra civiltà; l’unica nota veramente caratterizzante della nostra epoca, infatti, sembra essere una diffusa sensazione di incertezza, onnipresente e invincibile, che l’autore amplifica e abbellisce utilizzando elementi fantastici, citazioni cinematografiche, suggestioni mitiche e simbologie esoteriche. Il motivo di maggiore fascino di questo lavoro, quindi, è costituito proprio dalla continua alternanza fra situazioni quotidiane e deliri visionari, dove, paradossalmente, sono forse le immagini apocalittiche ad essere quelle più rassicuranti e perfette, mentre è la monotonia della vita di tutti i giorni a risultare davvero inquietante e malata. I protagonisti della storia sono come alla deriva, smarriti nella ricerca di significato delle proprie esistenze, ed è per questo motivo che l’annunciata e prossima “fine del mondo” sembra così tranquillizzante, perché “…da un senso, e forse un ordine alle grandi incertezze”, come dichiarato dallo stesso autore in questa bella intervista rilasciata a Fumettologica
Le sensazioni di attesa, ansia e insicurezza sono rese al meglio grazie alle soluzioni grafiche scelte, che immergono i sottili protagonisti, dagli occhi grandi e distanti e dalle anatomie quasi bidimensionali, in un’atmosfera visionaria e artificiosa, che se da una parte cerca un effetto estetico particolare, riuscendoci, dall’altra alimenta l’inquietudine con colori accecanti e innaturali.
Un fumetto in parte irrisolto, che lascia aperti molti interrogativi, ma che proprio per questo sembra avere tutte le caratteristiche per rimanere negli anni come una delle migliori istantanee del nostro tempo, molto di più dei soliti autoritratti generazionali.
Il libro ha 152 pagg., è stampato in tricromia (nero-arancio-rosa), costa 15€ ed è appena uscito in libreria; puoi acquistarlo anche direttamente dall’editore (qui).
Voto: 8
Alessio Bilotta
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