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La primissima apparizione di Fantomah nel n. 2 di Jungle Comics del 1940
Una delle caratteristiche più tipiche e preziose dei fumetti è la possibilità di creare con poco mondi, personaggi e situazioni fantastiche che difficilmente troverebbero uguale spazio in altre forme di intrattenimento. Mi diverte molto, quindi, andare a pescare nel torbido, e cioè riesumare fumetti che non hanno mai goduto di grande popolarità ma che si sono distinti per le loro bizzarrie e assurdità. Per quanto riguarda i comics americani, e in particolare i fumetti appartenenti a quell’età dell’oro selvaggia e libera che coincide più o meno con gli anni ’40 del secolo scorso, possiamo trovare in rete tantissimi esempi, perché gli appassionati d’oltreoceano sono molto più bravi dei nostri, e sono riusciti nel tempo a catalogare e rendere disponibile un sacco di materiale.
Il personaggio di oggi, protagonista di appena una manciata di storie brevi (qui puoi leggere quella del suo debutto), è sicuramente uno dei più folli, trattandosi di una bionda e bellissima giustiziera della giungla che, oltre ad essere dotata di incredibili superpoteri, può trasformarsi in una sua disturbante controparte vendicativa con la pelle azzurrina e con un teschio al posto del viso, cioè questa:
Le storie sono molto semplici e seguono sempre i medesimi canoni narrativi, che prevedono un crimine iniziale e un’implacabile punizione finale per i malfattori, ma sono le trovate ogni volta più bislacche a fare la differenza e a rendere la lettura di queste avventure, ancora oggi, estremamente divertente. Ad esempio, nell’episodio che trovi qui, ci sono delle tizie che cavalcano tigri volanti e che vogliono sterminare tutte le altre donne, così gli uomini saranno ai loro piedi; ci sono anche dei serpenti giganti e una mini luna che spunta fuori dalla vetta di una montagna.
L’autore di queste meraviglie è Fletcher Hanks (1887-1976), che ha lavorato utilizzando vari pseudonimi e la cui originalità è stata riscoperta solo di recente grazie a Paul Karasik e a due splendidi volumi di ristampe (questo e questo) che consiglio a tutti.
Sono fumetti nella loro forma più ingenua e spensierata, ma con quella leggera inquietudine che aleggia in ogni pagina e che alla fine rende l’insieme non così innocente; sono fra i fumetti che preferisco in assoluto. 
Alessio Bilotta
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