Tag

Per una volta, lo strillo in copertina presente su questo fumetto (“il fumetto più violento e ripugnante mai disegnato!”) risponde perfettamente al suo contenuto, anche se forse ne limita in qualche modo la portata. Si tratta di brevi storie in bianco e nero, ad opera dello spagnolo Miguel Ángel Martín, nelle quali sono rappresentate in modo violento ed esplicito, ma allo stesso tempo glaciale e controllatissimo, una serie di disgustose perversioni sessuali che comprendono la pedofilia, lo stupro, l’omicidio e tutto quanto di più ripugnante e feroce possiate immaginare. Nel 1995, cioè all’epoca dalla sua uscita in Italia ad opera della piccola e coraggiosa (e ahimè defunta) Edizioni Topolin, fu al centro di vicende giudiziarie che ebbero grande risonanza mediatica, perché la pubblicazione fu sequestrata e il suo editore, Jorge Vacca, rinviato a giudizio; fortunatamente, forse anche grazie alla presa di posizione in favore della libertà di espressione da parte di alcuni esponenti della cultura italiana, la vicenda si concluse positivamente per i protagonisti, e nel 1996 Vacca fu assolto con formula piena da parte del Tribunale di Cremona. Per inciso, ricordo che il fumetto era stato premiato in patria e che le tavole originali furono esposte in una mostra con il patrocinio del Ministero della Cultura spagnolo.
Si tratta di un episodio molto importante nella storia della censura nel nostro Paese, e forse il primo (e ultimo) con questa rilevanza avvenuto nel mondo del fumetto: qui trovate un riepilogo degli eventi e una raccolta di documenti dell’epoca, fra i quali mi preme segnalarvi soprattutto la lettera di Milo Manara,  scritta con le consuete intelligenza, attenzione e passione.
Riletto/rivisto oggi, questo fumetto non perde nulla della sua carica profondamente disturbante, e davvero sono in difficoltà a consigliarlo, perché quelle pagine rimangono insopportabili e in qualche modo maledette. Quello che non lascia tranquilli, forse, è il fatto che l’autore non prenda nessuna posizione di aperta condanna nei confronti di queste “pratiche”, limitandosi a raccontarle con grande precisione e asciuttezza; ma probabilmente è proprio così facendo che ne restituisce interamente l’atrocità, un orrore puro difronte al quale non possiamo che provare la vergogna di appartenere al genere umano, perché sappiamo bene che non si tratta delle fantasie di un autore, ma di cose che purtroppo succedono in continuazione, e che quasi non fanno più nemmeno notizia.
L’edizione originale credo sia di difficile reperibilità, ma è stato ristampato dalla Purple Press nel 2010 anche con l’aggiunta di alcuni documenti che testimoniano gli eventi di 20 anni fa (256 pagg. a 22 €); da cercare alle fiere e online.
Voto: 9,5
Alessio Bilotta
Advertisements