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Il Gruppo Valvoline, formatosi a Bologna circa 30 anni fa, era un insieme di autori molto diversi fra loro, ma tutti uniti dall’obiettivo comune di sperimentare nuove forme del linguaggio-fumetto, in assoluta libertà creativa. Il gruppo riunì intorno a sé molte personalità importanti e interessanti, già a partire dal nucleo originario, che era composto da Lorenzo Mattotti, Giorgio Carpinteri, IgortDaniele Brolli, Jerry Kramsky e, appunto, Marcello Jori, autore del fumetto del giorno e oggi attivo come artista visuale a tutto campo. Rubando le parole alla prefazione scritta dallo stesso Jori in occasione della recente ristampa di Lover (guarda qui), il gruppo era, in sintesi, un insieme di “artisti che vagavano tra il fumetto, il design, l’architettura, la pittura”, interessandosi, quindi, più alla comunicazione visuale che al fumetto inteso in senso tradizionale. E sfogliando il libro, in effetti, anche a 29 anni dalla sua prima pubblicazione, non si può fare a meno di rimanere colpiti dalla grande ricchezza del segno di Jori: un bianco e nero falsamente fotografico, debitore di mille suggestioni cinematografiche, che fa credere a chi legge/guarda di essere davanti ad un’opera quasi iper-realista, mentre questo modo di disegnare è in realtà al servizio di trame e visioni completamente irreali e immaginifiche. Il protagonista, Marko Caro, è una sorta di dandy sofisticato e cinico, ma con la sventura di essere nato in mezzo ad una comunità di rozzi contadini bavaresi, che infatti ripudia fin dai primi giorni di vita; l’incontro casuale con una ragazza viziata e ricchissima, e la passione travolgente che subito ne segue, cambierà per sempre la sua esistenza, poiché il nostro anti-eroe si accorge di poter provocare alla sua amante, durante l’amplesso, allucinazioni stranissime popolate da figure geometriche ed esseri filiformi e bizzarri.

Una sensazione strana quasi come quella che si prova leggendo e guardando Lover, che considero un esempio molto importante di quello che si può fare con il fumetto: un mezzo espressivo dalle potenzialità ampie e ancora non del tutto esplorate, che può dialogare tranquillamente con l’arte producendo opere personalissime ed uniche, pur mantenendo tutte le sue specificità di linguaggio ibrido.
Mi sono basato sul volume in mio possesso, pubblicato da Milano Libri nel 1985, ma una nuova edizione è stata ristampata dalla Coconino quest’anno: si tratta di un libro di 72 pagine al costo di 23 €, da richiedere in fumetteria o da acquistare direttamente presso l’editore (qui).
Voto: 9
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