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Mi avvicino con un po’ di timore reverenziale ad una delle opere più originali di due grandissimi autori, Mœbius e Alejandro Jodorowsky, che sono ormai entrati di diritto nella Storia del fumetto e, più in generale, delle arti visuali. Il motivo per cui consiglio caldamente questo libro non è soltanto perché si tratta di un capolavoro, ma anche perché mi capita di leggere recensioni che sono più o meno positive solo in riferimento ai cosiddetti “tempi di lettura”. Per alcuni commentatori, infatti, sembra che un’opera sia tanto più valida quanto più tempo ci vuole a terminarne la lettura, quasi che la qualità fosse misurabile in parole. Non sono affatto d’accordo con questo tipo di approccio, soprattutto perché il tempo che viene considerato sembra essere solo quello impiegato a leggere i balloon o le didascalie: ebbene, da questo punto di vista, il fumetto di oggi dovrebbe essere un’autentica porcheria, visto che per leggere tutte le parti di testo ci si possono mettere sì e no 5 minuti. Evidentemente questo tipo di osservazioni, invero piuttosto superficiali, sono figlie di una cultura che privilegia, sopra ogni altra cosa, la parola scritta, ovvero la letteratura intesa in senso classico; ed è forse per questi stessi motivi che, da una parte, il fumetto ancora fatica a trovare riconoscimenti in certi ambienti, mentre dall’altra continuiamo a trovare gli scaffali invasi da un sacco di lavori in cui la sceneggiatura e i dialoghi sono preponderanti rispetto ai disegni, che funzionano quasi esclusivamente da “accompagnamento”.

Come spiega lo stesso Jodorowsky nella bella introduzione, qui invece i presupposti sono completamente diversi, perché Gli occhi del gatto nasce dichiaratamente come un’opera che vuole fare a meno delle strutture tradizionali, trattandosi di una sequenza di illustrazioni solitarie che poi sono state legate insieme da suggestioni, espedienti e temi che la fanno diventare una narrazione. Quanto tempo ci vuole ad ammirare un’illustrazione di Mœbius? Quanto ad entrare nei suoi mondi alieni, misteriosi ed inquietanti? E quanto tempo occorre, ancora, per capire questi universi, per amarli così tanto da volerne fare parte?
Si tratta ovviamente di domande senza risposta, perché il tempo che un vero amante di questo linguaggio impiega a condividere le visioni di due grandi artisti, non si può misurare, anche perché continua ad espandersi e ad arrotolarsi su se stesso, persino una volta terminata la lettura/visione del volume. Per tutti gli altri, c’è il contatore automatico di caratteri dei programmi di videoscrittura.
Gli occhi del gatto (Les yeux du chat), pubblicato per la prima volta in Francia nel 1978, è stato ristampato nel 2013 dalla Magic Press in un volume di 56 pagg. (stampa in b/n su carta gialla) al prezzo di 10 €. Lo puoi richiedere in fumetteria oppure acquistarlo direttamente dall’editore (qui).
Voto: 9
Alessio Bilotta

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