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Lo ammetto, fra tutti i personaggi dei fumetti che sono pubblicati con regolarità da più tempo, Hulk è sicuramente quello la cui longevità continua a stupirmi. Gli elementi che stanno alla base del personaggio, infatti, sono in verità abbastanza miseri, e quindi è sempre stato abbastanza difficile, per i vari autori che si sono alternati, dire qualcosa di originale e minimamente interessante, a meno di non sconvolgerne i presupposti classici. Una bella eccezione è rappresentata da questa storia in quattro episodi pubblicata in USA nel 2001, in cui il mostro verde è affidato alla cure di Brian Azzarello ai testi e, soprattutto, del grandissimo Richard Corben ai disegni. La sceneggiatura, che riprende alcuni schemi tipici delle avventure di Hulk (perdita di controllo/distruzione/combattimenti contro l’esercito/disperazione del suo alter ego umano), sembra in realtà poco più che un pretesto per permettere a Corben di scatenarsi con la sua interpretazione del personaggio: letteralmente una furia della natura, incontrollabile e cieca che, oltre agli edifici, fa saltare anche le proporzioni e le prospettive. Ed è giusto così, perché quando si tratta di Hulk tutto deve essere deformato e fuori scala, ed ogni singola inquadratura deve vibrare di potenza e incutere terrore. Probabilmente questa versione di Hulk non è una di quelle preferite dagli appassionati, ma io ritengo che sia una delle migliori, sicuramente una delle più allucinate e spaventose.

Banner è stato ristampato quest’anno dalla Panini in un volumetto di 96 pagine a colori al costo di 5 €, lo puoi richiedere in fumetteria o direttamente all’editore (qui).
Voto: 7.
Alessio Bilotta

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