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Alcuni amici del blog ci hanno chiesto se saremo presenti all’imminente edizione di Prato Comics+Play (13-14 settembre, qui il sito ufficiale), visto che la nostra associazione ha sede e radici proprio nella città toscana. Ebbene, non ci saremo, e per un motivo piuttosto semplice: nessuno ha ritenuto opportuno invitarci, e neppure chiederci di partecipare, a nessun titolo. Si tratta di una cosa che faccio fatica a spiegarmi, soprattutto perché, quando facemmo un passo indietro dall’organizzazione della precedente fiera (guarda qui per i dettagli), ci lasciammo in grande amicizia, e comunque offrimmo la nostra disponibilità per un eventuale coinvolgimento in questa edizione. Un piccolo mistero, che al primo moto di dispiacere ha fatto però seguire subito un grosso sospiro di sollievo, perché penso che difficilmente avremmo potuto dare un buon contributo ad una manifestazione di questo tipo, che è molto lontana dalla nostra idea di fiera sul fumetto.
Scrivo questo non solo per i vecchi problemi che hanno caratterizzato anche le edizioni precedenti, vale a dire il forte squilibrio, in termini di eventi e attenzione organizzativa, a favore di cosplay, GDR e altro, e la brutta sensazione di desolazione che si percepisce entrando nei locali angusti di Officina Giovani… no, con questi problemi si poteva anche pensare di scendere faticosamente a patti: i motivi che mi hanno fatto pensare ad uno scampato pericolo risiedono da un’altra parte, e cioè nell’immagine di fumetto che gli organizzatori stanno trasmettendo all’esterno, vale a dire quella di un mondo immobile ed eternamente ripiegato su se stesso. Nonostante i bravissimi autori e addetti ai lavori che sono stati annunciati in fiera (a loro un sincero in bocca al lupo), infatti, lo sguardo è ostinatamente rivolto al passato, con la celebrazione del vecchio e glorioso concorso per esordienti (quest’anno invece c’è un concorso dedicato alle vetrine dei negozi…) e con l’ospite principale (l’ottimo Claudio Castellini) che, di fatto, non è più attivo da parecchi anni, salvo qualche sporadica copertina. Si mettono sotto i riflettori, insomma, un concorso che andava forte negli anni ’80 e un autore popolarissimo negli anni ’90, e meno male che c’è anche Luca Enoch con il suo Dragonero, che pure rimane una serie di stampo piuttosto classico. Nulla di terribile, per carità, ognuno fa le scelte che ritiene migliori in base alle risorse a disposizione e agli obiettivi che vuole raggiungere, però noi di Slowcomix la pensiamo in un altro modo; pensiamo che una fiera di settore, soprattutto se piccola, dovrebbe concentrarsi sulle nuove tendenze e sullo “stato dell’arte”, e per questo ci stupiamo che siano stati completamente ignorati fenomeni come il graphic novel, il graphic journalism, le autoproduzioni, il crowdfunding e i webcomics, vere tendenze degli ultimi anni. Forse si punta solo al pubblico di certi ultraquarantenni, che probabilmente sono gli unici che possono trovare motivi d’interesse nei tavolacci ricolmi di vecchi giornaletti un po’ ammuffiti che ci saranno all’interno delle fiera…

Ci spiace, ma la nostra idea di fumetto è un’altra, e per quanto ci è possibile, preferiamo sempre cercare di perseguirla e guardare avanti.

Anche per questo siamo stati felici dell’invito dell’amico Alessio D’Uva, anima della giovane ma attivissima casa editrice Kleiner Flug, a partecipare alla concomitante Renai Comics (qui tutti i dettagli) a Signa (FI), alla quale interverremo con grande entusiasmo, portando anche qualcuno dei nostri libri. Si tratta di una manifestazione appena nata, ma che già in questa sua prima edizione mette a segno diversi colpi interessanti, e tutti nella direzione che preferiamo: fra le varie iniziative, infatti, ci saranno una “maratona di illustrazione” (50 giovani autori alle prese con 8 tavole da realizzare in 8 ore, fra i premi anche la pubblicazione di un libro – qui i dettagli), laboratori per bambini e addirittura un workshop con Frank Espinosa, grandissimo autore internazionale che ha lavorato con Image, Disney e Warner Bros., nonché insegnante al prestigioso MIT. Fra i partner dell’iniziativa, anche la Scuola Internazionale di Comics di Firenze, che premierà il vincitore della maratona con un corso di colorazione digitale.
Si tratta, come ben potete vedere da soli, di eventi con al centro la creatività, la professione, i giovani e i giovanissimi, e che, particolare da non trascurare, sono proposti in una cornice insolita, cioè un parco che è frequentato da persone di tutti i tipi: un tentativo, speriamo vincente, di fare uscire il fumetto da quel ghetto nel quale, ahimè, sembra trovarsi molto bene. Per finire, l’ingresso alla manifestazione è gratuito, eccezion fatta per il workshop, comunque proposto ad un prezzo ridicolo (appena 20€ per 6 ore).

Saremo presenti ai Renai domenica 14 a partire dalla tarda mattinata, e quindi vi aspettiamo tutti con grande entusiasmo, e a coloro i quali volessero andare a Prato, auguriamo buon divertimento e ricordiamo che le due manifestazioni sono separate solo da pochissimi chilometri! A buon intenditor…

Alessio Bilotta

La locandina di Renai Comics impreziosita da uno splendido disegno di Ausonia
Locandina del workshop con Frank Espinosa
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