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Sono abbastanza anziano da aver letto e apprezzato, già all’epoca in cui uscirono, quei vecchi numeri del Corriere dei Piccoli con protagonisti i Ronfi di Adriano Carnevali, che era anzi il mio fumetto preferito della rivista, seguito a ruota dalla Stefi di Grazia Nidasio.
Confesso che, dopo averli riletti oggi, sono rimasto inizialmente un po’ deluso, perché non ho riconosciuto subito i motivi per cui mi piacevano così tanto. Certo, i disegni di Carnevali continuano ad essere deliziosi e particolari (ottima l’analisi di Luca Boschi nelle pagine introduttive del volume), ma le battute e le storie mi sembravano forse un po’ troppo semplici. Dovevo solamente, in realtà, rientrare nel loro mondo, perché letti i primi episodi ho riassaporato piacevolmente quei vecchi aromi, e dopo aver richiuso il libro, avrei voluto subito averne un altro per ricominciare. La levità dell’umorismo di Carnevali, infatti, non deve in nessun modo essere confusa con la banalità, e anzi gli animaletti pelosi che amano dormire, a ben vedere, non sono nemmeno così rassicuranti. Questa specie di incrocio fra un cane e un castoro, infatti, non dimostra alcuna virtù di quelle normalmente considerate come tali: sono pigri, pasticcioni e anche saccenti, pur non palesando mai una grande intelligenza. Nonostante ciò, riescono sempre a cavarsela, aiutati in modo sfacciato e plateale dalla fortuna, che pure si rifiutano costantemente di riconoscere. Ecco, penso sia questo il punto di forza che ha conquistato i lettori, la convinzione che tutto andrà bene anche senza impegnarsi troppo, anche senza essere particolarmente brillanti, forti o coraggiosi; anche, addirittura, senza impegnarsi affatto. Come afferma lo stesso Carnevali nella bella postfazione curata da Andrea Leggeri, i Ronfi vivono in un “universo ribaltato rispetto a quello reale”, nel quale non sono le creature che meglio si adattano all’ambiente a sopravvivere, ma dove è il caso a sopperire alle loro evidenti, clamorose e divertentissime deficienze. I Ronfi sembrano figli di un ottimismo incrollabile, dove anche i lupi, che li cacciano con intenzioni tutt’altro che amichevoli, alla fine recitano in un gioco delle parti, in un mondo dove la competizione e le tensioni sono accantonate in nome del buonumore, alimentato spesso da un sano, e un po’ cinico, pragmatismo. Forse, in questo mondo ideale, l’unica qualità che conta è quella di cercare sempre il sorriso: il resto, verrà da sé.
Alessio Bilotta
IL MONDO DEI RONFI
Struwwelpeter | 160 pagg. colore | 16 €
Storie e disegni di
Adriano Carnevali
Reperibilità:
uscito del 2010,
risulta disponibile sul sito dell’editore
(qui)
Voto: 8,5
Per saperne di più:

 

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