Tag

, , , ,

Ieri sono stato dal dottore. Da qualche giorno mi sentivo debole, spossato, facevo fatica a fare una rampa di scale. Anche a vedermi non ero un bello spettacolo: pallido, due occhiaie così, l’espressione dello zombi ma meno interessato alle occasioni mondane. I bamni del vicinato, quei birbantelli figli di t****, al vedermi scendere di casa iniziavano a tirarmi i sassi, e io nemmeno avevo la forza di scansarmi. Quindi pallido, stanco, ematomi sul viso. Vado dal dottore.
Dottore, cos’ho? Eh, mi fa lui, una carenza di zuccheri, lei ha poco zucchero nel sangue. E che devo fare, dottore? Mangi più zuccheri. E basta? No, mi fa lui, legga anche Eriadan.

Paolo Aldigheri è su internet da una vita, ormai. Eriadan lo conoscono anche i sassi, è stato uno dei fenomeni della blogosfera italiana quando ancora esisteva una cosa del genere, prima dell’arrivo di Facebook e Twitter. Nel periodo di maggior gloria aveva una media di oltre 200 commenti giornalieri, arrivando a punte di 800 per eventi o strisce particolarmente rilevanti.
Perché Eriadan aveva (ed ha, ancora) successo? Per molte ragioni, la prima la più semplice: perché è un bel fumetto, realizzato con cura e con una forte dose di intelligenza. Paolo conosce l’arte dello storytelling e il ritmo della battuta, avendo studiato a casa dei più bravi di tutti (Calvin e Hobbes di Bill Watterson, dichiarata fonte d’ispirazione primaria, e Little Nemo di McKay). Ha uno stile elegante, che lascia volutamente “sporco” per accompagnare la domesticità dei suoi temi: Eriadan parla della vita personale del suo autore, le incombenze quotidiane, il suo lavoro di insegnante, il rapporto con la moglie e le figlie e gli animali domestici. Il ritrarre tutto con uno stile “bozza”, appena matitato, senza inchiostrazione, trasmette bene la casualità delle vicende quotidiane. Ma soprattutto Eriadan è degno di nota per la continua rottura della quarta parete: Paolo non si limita a disegnare, ma pasticcia con la carta, ritaglia il foglio per trasformare la striscia in un gabbiano, trasforma la vignetta in una gif quando vuole rappresentare la monotonia delle giornate, usa tutto quello che ha a disposizione per dare sfogo alla sua fantasia – diventando, in questo, non solo un fumettista, ma un artista completo.
Certo però, mi dicono certe persone, che palle Eriadan, con il suo buonismo, il suo sorridente ottimismo, la sua trombonaggine. E’ un nonnetto ipocrita, Paolo Aldigheri, che racconta la sua vita come fosse unica e speciale, le sue giornate come strordinarie avventure. La vita non è così, mi dicono queste persone sagge e serie, la vita è dura.
Certo, rispondo io. Avete ragione. Siete saggi e seri.
Ed è proprio per questo, rispondo io, che c’è bisogno, al mondo, di gente come Paolo Aldigheri, e di fumetti come Eriadan. Perché la vita è dura, e perché ci son quelli come voi, saggi e seri, che la fanno diventare amara.

Heike

Risporse web:
Eriadan (e tanto basta)

Annunci